 | February 7 2012 |
La casa di Scalfaro in dono a sfrattati e anziani soli |
Dieci giorni prima di morire l'atto con la Comunità di Sant'Egidio |
ELDERLY, Immigration, Italy, Poverty, Homeless, Homeless
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Ci pensava da tempo e dieci giorni prima di morire è riuscito a concludere
quella donazione a cui teneva tanto: l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha regalato la sua casa novarese alla Comunità di Sant'Egidio perché la utilizzi per i poveri della città. La destinazione della villetta di via Campagnoli 13 è già stata decisa: anziani e famiglie sfrattate.
La presidente dell'associazione, Daniela Sironi, ha incontrato Scalfaro a Roma pochi giorni prima che lui morisse e di quella mattina ha un ricordo affettuoso: «Era contentissimo di aver finalmente concluso l'atto formale di donazione. Felice ed entusiasta». Nella casa romana di Scalfaro con lei c'erano il presidente nazionale di Sant'Egidio Marco Impagliazzo e altri amici dell'associazione. Il giorno prima Scalfaro era stato in Senato, quella mattina era a casa con la figlia Marianna per riposare. Stava bene ed era molto soddisfatto di quella firma che meditava da parecchio tempo. La donazione è alla Comunità di Sant'Egidio italiana con l'impegno di darla in uso alla sezione di Novara perché venga destinata ai bisognosi della città.
«Ci ha chiesto come intendessimo utilizzare la sua casa e si è trovato subito d'accordo con la scelta di privilegiare anziani e famiglie con bambini -racconta Sironi -. Gli abbiamo illustrato la situazione spaventosa degli sfratti a Novara e lui è rimasto molto colpito e interessato. Gli è piaciuta anche l'idea di unire sotto lo stesso tetto pensionati e giovani genitori».
La villetta di via Campagnoli 13 sarà suddivisa in due spazi. Al piano terra verrà creata una casa-famiglia per tre pensionati che hanno difficoltà a vivere da soli ma desiderano una soluzione diversa dal ricovero in istituto, il livello superiore sarà trasformato in un centro di emergenza per famiglie sfrattate.
«Ci pare interessante - sottolinea la presidente - l'abbinamento di anziani e giovani che consente uno scambio di risorse importante e ri crea quel senso ampio di famiglia che esisteva in passato. Era un progetto che avevamo da tempo, stavamo cercando una casa per concretizzarlo quando è arrivata l'offerta di Scalfaro».
L'ex presidente voleva lasciare un ricordo di sè nella sua città. Che amava non soltanto a parole: «E' un gesto speciale ma per lui ordinario - commenta Sironi -: è sempre stato molto generoso e tante persone hanno vissuto grazie a lui anche se nessuno lo sapeva». Anche il nipote Paolo Cattaneo, lo sottolinea: «A volte sento dire che mio zio non ha fatto nulla di concreto per la città ma io so che non è vero perché grazie al suo intervento a Novara sono state realizzate cose importanti. Ma aveva una discrezione tutta sua molto forte e non voleva che si sapesse».
La villetta di via Campagnoli 13 necessita ovviamente di lavori per essere adattata al nuovo uso e trasformata da casa-ufficio in doppio centro di accoglienza. La Comunità di Sant'Egidio ora andrà alla ricerca dei fondi necessari per la ristrutturazione e poi darà il via ai lavori. «Contiamo - ha concluso Sironi - di riuscire ad aprire la porta della nuova casa fra un anno».
Dalla scuola agli immigrati: 29 anni di lavoro
E' nata da un gruppo di liceali che volevano fare qualcosa per gli altri. «Era una scommessa grande» ricorda una di quelle ragazzine di allora, oggi presidente del gruppo novarese, Daniela Sironi. La Comunità di Sant'Egidio a Novara è nata ufficialmente nel 1983 quando vi fu il riconoscimento formale da Roma. Allora era l'unica sezione nel Nord Italia. I volontari lavoravano con i ragazzi del dopo-scuola e gli anziani degli istituti e poi lanciarono il Pranzo di Natale per i poveri: negli ultimi anni ha avuto più di 1300 commensali. Nel 1985 la Comunità va tra i 300 Rom, allora nel campo di Sant'Agabio in via Fauser mentre l'anno dopo s'impegna nella campagna a favore del Mozambico in guerra. Il primo aiuto è stato per far sopravvivere un Paese in guerra, poi ricostruirlo, oggi continua per battere l'Aids. Nel 1989 i ragazzi della Comunità di Sant'Egidio danno vita alla Scuola di italiano per stranieri; la prima classe aveva 31 allievi: oggi superano i seicento e molti degli allievi passati sui suoi banchi sono infermieri o impiegati. Dagli Anni Novanta il lavoro dei volontari si allarga ai malati di Aids, gli «appestati» dell'era moderna, soli e intoccabili: la Comunità ha avvicinato lo-
ro e le famiglie. Nel Duemila comincia l'iniziativa «Un pasto per i senza tetto»: oggi la Comunità ha una mensa in via Dolores Bello, nel pieno centro di Novara, dove i volontari offrono la cena. Ogni primo di gennaio i volontari salutano il nuovo anno con la «Marcia della pace» che sfila nel centro di Novara ricordando l'impegno contro la pena di morte, la tortura e la violenza nelle carceri. La Comunità ha sede in vicolo Ognissanti, in corso Cavallotti 19 e in via Calvari.
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