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Fin dalla sua prima edizione (era il 1996; siamo alla sedicesima), è stata soprannominata la “Michelin dei poveri”, in realtà è molto di più: è la bussola che indirizza le fasce più deboli ed emarginate verso i loro diritti di cittadinanza. “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, infatti, non contiene solo queste indicazioni pratiche, di prima necessità, ma come ha sottolineato Gianni Carosio, della Comunità di Sant’Egidio, «si tratta di uno strumento utile perché aiuta nei vari percorsi, fornendo informazioni pure su temi come le dipendenze, l’immigrazione, la casa, la pensione, o dove ricevere le cure mediche e altro ancora.
Negli anni questa guida si è imposta come un prezioso punto di riferimento sia per chi è nel bisogno che per il volontariato e le stesse istituzioni ». A Genova ne verranno distribuite 4 mila copie ed è richiesta anche dagli operatori pubblici e da quelli delle associazioni e del volontariato. Articolata in 14 sezioni, consente di trovare facilmente le 15 mense per i poveri, che “valgono” 600 pasti caldi quotidiani (150 in più rispetto al 2010) «ai quali vanno aggiunte le distribuzioni di panini) e i 13 centri dove dormire per un numero complessivo di 310 posti letto (50 in più sul 2010).
«Come si vede - ha aggiunto Carosio - c’è un aumento dell’offerta. E questo lo abbiamo verificato anche con i gruppi che ogni notte vanno ad aiutare chi vive sulla strada: quando abbiamo iniziato, negli anni Novanta, con Sant’Egidio, c’erano altri 2-3 gruppi, di parrocchie o associazioni. Oggi siamo 13 gruppi in tutto». Tornando alla “Michelin del bisogno”, tra le sezioni più nutrite c’è quella dei centri di ascolto, oltre ottanta, che contribuiscono a disegnare la mappa di una Genova che si conferma città solidale e che, anche in tempo di crisi, non dimentica chi è povero. «Colpisce la tenuta della rete di solidarietà del volontariato genovese - ha osservato Maurizio Scala, sempre di Sant’Egidio - che l’alluvione dello scorso 4 novembre ha contribuito ad evidenziare». La guida “Dove 2021” è in distribuzione in vari punti e sedi di associazioni e, naturalmente presso la sede di Sant’Egidio sia in via Vallechiara (alla Zecca) che in via Stennio, a Sampierdarena ed è anche pubblicata sul sito Internet www.santegidio.org, dove sono reperibili anche le edizioni relative alle altre città italiane .
NUOVI ISCRITTI
Italiani over 50 disoccupati ed ex badanti
Donna, sui quarant’anni, immigrata dall’Europa dell’Est (rumena o moldava, soprattutto, ma non mancano le ucraine). Tradotto: una badante ormai senza lavoro. E poi italiani tra i 50 ed i 60 anni di età, e cioè quella fascia “grigia" nella quale si trova chi è stato espulso dal mercato del lavoro e non riesce più a rientrarvi ma è troppo giovane per rientrare nei pensionati. E, comunque, neppure l’assegno mensile è più una garanzia, visto che la terzo posto nel profilo dei nuovi iscritti tra i “clienti" di Gente di Pace, troviamo proprio i pensionati italiani. Per tutti loro (oltre un migliaio i nuovi assistiti di Sant’Egidio nel corso del 2011), per sei giorni alla settimana, c’è il panino di mezzogiorno che, poi, non è solo un panino ma un vero e proprio pranzo al sacco, freddo ma che si rivela un grosso aiuto, come spiega Roberta Graffione, di Genti di Pace, perché permette a queste persone in difficoltà, ma che alla loro dignità giustamente ci tengono: «Dal pranzo al sacco che viene loro consegnato qui (in via Vallechiara o via Stennio, ndr) ricevono una boccata di ossigeno, perché stiamo parlando di persone che non vivono per strada, ma hanno una casa, seppur spesso precaria» che però non sempre riescono a mantenere. Emblematica, in questo senso, è la storia di Penka, 65 anni, viene dall’Ucraina ma vive a Genova ormai da un bel po’ di tempo. Ora, però, l’anziano che seguiva da anni, è mancato e lei ha perso il lavoro e con questo pure un posto dove stare: «Chi potrà volere ora una badante della mia età?» chiede e si chiede tra le lacrime. Il panino quotidiano è un aiuto per Penka e per le altre ex badanti che a Sant’Egidio trovano anche abiti, visite mediche e, nel caos, pure farmaci.
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