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Unterstützung der Gemeinschaft

  
13 November 2012

Il saluto: esco di qui ringiovanito e rafforzato

 
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La conferma è arrivata a sorpresa una decina di giorni fa: papa Benedetto XVI accoglie l`invito della Comunità di Sant`Egidio a visitare questa specialissima casa famiglia per anziani.
Un regalo speciale, che arriva nell`«Anno europeo dell`invecchiamento attivo e della solidarietà fra le generazioni», slogan che sembra ispirato proprio dallo stile adottato dalla comunità trasteverina che fin dall`inizio ha messo gli anziani assieme ai poveri, i rom, gli immigrati tra i suoi tanti «prossimo tuo come te stesso». Questa palazzina di via Nicola Fabrizi 2 era delle Suore di Nostra Signora di Sion. Qui durante l`occupazione tedesca hanno trovato scampo dalla persecuzione nazi-fascista molte famiglie di ebrei. E quando le suore hanno messo in vendita l`immobile, la Comunità - tra mutui e sponsor - è riuscita ad acquistarla e poi ristrutturarla. Invece dell`ennesimo albergo sul Gianicolo è diventata la casa «Viva gli anziani», una delle 14 che Sant`Egidio ha allestito a Roma per nonni soli. Ora i primi tre piani ospitano ciascuno quattro mini-appartamenti indipendenti - tinello con cucina in muratura, camera da letto singola o doppia, un bel bagno grande - mentre al terzo piano c`è un grande appartamento per sei anziani non autosufficienti, assistiti 24 ore su 24.
Il Papa arriva accolto tra gli applausi dal fondatore della Comunità, Andrea Riccardi, che per un`ora smette la divisa di ministro. C`è anche il presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, l`arcivescovo Vincenzo Paglia, e il vescovo ausiliare del Centro storico, monsignor Matteo Zuppi, che ha sostituito Paglia nel ruolo di assistente della Comunità. La temperatura mite e un cielo luminoso smentiscono le infauste previsioni meteorologiche.
Le finestre della palazzina sono tutte piene di ospiti affacciati. Benedetto XVI entra «come anziano in visita ai suoi coetanei», dice. E saluta tutti, uno per uno, scendendo dall`ultimo piano al pianterreno. A tutti ripete che «è bello essere anziani», nonostante «qualche acciacco».
Lo dice anche alla sòra Maria Ricci, 100 anni tondi tondi, trasteverina doc (nella foto qui sopra, ndr): «So` nata a via Tittoni», spiega ammiccando. Oggi è in carrozzella, ma da giovane, batterista in un`orchestra sulle navi da crociera, ha girato il Mediterraneo: «Il Papa è stato fenomenale, mi na augurato di campare per altri 20 anni: si vede che non sono ancora una di quelle tanto malandate...». Michele Scopigno, 96 anni, scatta in piedi e racconta: «Di Papi ne ne ricordo tanti, da Pio XII in poi. Ma mai m`era capitato di incontrarne uno di persona». Il suo amico Olivero Pagnoni di anni ne ha solo 79 e lo sguardo è sereno dietro a due spesse lenti: «Beh, fa un certo effetto parlare col Papa», dice emozionato. «Qui ho trovato una nuova famiglia, dopo che ho perso mia moglie Jole e mia figlia Patrizia».
Qui c`è davvero un mondo di storie. Al pianterreno, ad esempio, vive una coppia di haitiani, che hanno trovato una seconda vita dopo avere perso tutto nel terremoto del 2010. Lo stesso per la signora abruzzese cne ha visto sbriciolarsi casa e affetti nel sisma dell`Aquila di un anno prima.
Il Papa esce nel cortile dove lo attendono i tanti giovani che in giro per la città fanno volontariato per i troppi nonni soli della Capitale. A parlare per tutti gli ospiti è EnrichettaVitali, 91 anni, quasi cieca: «Le voglio dire che l`amicizia con tanti giovani e meno giovani, nonostante fossi più debole, mi ha dato tanta forza, tanta vita, tanto coraggio.
E anche oggi che posso fare di meno, perché non vedo, le voglio dire che sono un`anziana serena».
Marco Impagliazzo, presidente della Comunità, ringrazia il Papa per questo nuovo segno di affetto dopo l`incontro nella Basilica di San Bartolomeo, il pranzo a Natale alla mensa coi poveri, il sostegno al programma «Dream» in Camerun per la lotta all`Aids. «Nelle strade di Roma e di tante altre città europee - dice Impagliazzo- incontriamo sempre più anziani tristi e rassegnati. La benedizione di una lunga vita si trasforma in tristezza. È un destino inevitabile?». No, è la risposta che da anni dà Sant`Egidio: «Qui e nei tanti luoghi dove la Comunità visita gli anziani si realizza quell`unione meravigliosa, semplice ma essenziale, tra amore del vangelo e amore per i poveri».
E questa casa - linda e allegra, lontanissima dall`atmosfera di molti istituti tristi e freddi - «è il frutto di un sogno maturato alla scuola della commozione di Gesù per le folle stanche e malate». Il cortile affollato col piccolo palco allestito per il Papa rimbomba di applausi. «Quando dalla sua finestra benedice la Città e il mondo - dice Impagliazzo - vede questo colle del Gianicolo, dove oggi siamo. Si ricordi di questo piccolo popolo che le vuole bene».
Il Papa se ne va. Sui gradini del portone, si ferma e a braccio ringrazia «gli angeli» della Comunità: «Esco ringiovanito e rafforzato da questa visita, è un`esperienza meravigliosa vedere come lo Spirito del Signore assista anche noi anziani».


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