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«IL Natale arriva anche in carcere, festeggiamo per sentirci liberi». Sono felici i detenuti di Poggioreale mentre gustano il pranzo di Natale offerto dalla Comunità di Sant'Egidio nella cappella
dell'istituto di pena. Centoquindici su 2800 persone partecipano al banchetto servito da 40 volontari per l'ottavo anno consecutivo. Ai tavoli siedono composti i più poveri del carcere, quelli che non hanno famiglie su cui contare. Sirespiral'aria della gita fuoriporta: i detenuti chiedono una foto, salutano le telecamere sperando che qualcuno liriveda in tv.
«Il pranzo rende meno dura la pena in un istituto che è sovraffollato — dice Cosimo Giordano, direttore del penitenziario —, Poggioreale ha il doppio delle persone che può ospitare, è terribile. Aspettiamo di vedere il decreto "svuotacarceri" del governo. Credo vada nella direzione
giusta: con la metà delle persone potremo lavorare meglio sul recupero».
I detenuti sciolgono l'imbarazzo quando arrivano le portate: dal timballo di pasta alla norma alla mozzarella di bufala, agli involtini. Seguono vino, dolci e frutta secca. E il cibo della tradizione, offerto da ristoratori e aziende campane. Banchetta nella cappella anche l'attore
Maurizio Casagrande: «Molti detenuti mi hanno raccontato le loro storie — dice il comico —. Noi artisti dobbiamo far sentire a chi è qui dentro che non è scomparso dal mondo». Casagrande poi
sale sul palco. Strappa risate con una poesia, lancia battute al Babbo Natale che distribuisce i regali ai detenuti: ricevono una felpa, cioccolatini, sigarette e carta da lettere. «Dobbiamo garantire la vivibilità indicata dalla Costituzione — ribadisce Carmine Esposito, presidente del Tribunale di Sorveglianza —. Lavoreremo anche a Natale per attuare il decreto».
Fa gli auguri dal palco anche monsignor Lemmo, vescovo ausiliare di Napoli. Poi i detenuti donano alla Comunità di Sant'Egidio panettoni per i poveri che il 25 pranzeranno col cardinale Sepe nella chiesa di San Pietro Martire (già cappella universitaria).
Sepe il 23 assisterà allo spettacolo offerto agli indigenti da Nino D'Angelo al Bellini, mentre il 29 ospiterà "gli ultimi" nel palazzo arcivescovile. «La solidarietà non è in crisi — spiega Antonio Mattone, portavoce della Comunità di Sant'Egidio —. Festeggeremo in tutti gli istituti, i volontari non mancano». Il 27 ci sarà un pranzo all' Opg di Aversa; il 29 sarà la volta di Secondigliano; il 30 ci sarà una tombolata a Pozzuoli; il 5 chiuderà un pranzo al centro clinico di Secondigliano.
Anna Laura De Rosa
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