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Giornata di eccezionale normalità, ieri, per i detenuti di Regina Coeli. La "rotonda" al centro dei bracci dell'antico carcere trasteverino ha ospitato una festosa tavolata imbandita per il pranzo di Santo Stefano.
A tavola, serviti dai volontari della Comunità di Sant'Egidio, cento detenuti in rappresentanza dei 1.200 che affollano il carcere giudiziario, scelti tra i più bisognosi e senza famiglia. Con loro, il capo del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Franco Ionta, il direttore del carcere Mauro Mariani e il cappellano padre Vittorio Trani. Lasagne, polpettone, broccoli ripassati e patate novelle al forno, poi panettone e torrone.
In via del tutto eccezionale, vino e spumante per il brindisi. Per la simpatia e le battute ci ha pensato l'attore e conduttore Flavio Insinna, non nuovo a iniziative del genere: a Natale era alla basilica di Santa Maria in Trastevere alla cena per i poveri. Arrivato a Regina Coeli con l'intenzione di distribuire primi e secondi, Insinna non s'è potuto sottrarre a battute, sketch, foto e autografi.
L'iniziativa, giunta alla terza edizione, vuole anche ricordare il gesto di Giovanni XXIII all'apertura del suo pontificato e rilanciare il messaggio di speranza e vicinanza lanciato da Benedetto XVI domenica 18 dicembre.
«È stata una boccata d'ossigeno e un momento di libertà-racconta Stefania Tallei, volontaria della Comunità -vissuto anche da chi non ha potuto partecipare: sentire che non sono dimenticati, ricevere attenzioni e affetto è di grande conforto e aiuta queste persone a non perdere la speranza, a non indurirsi e lasciarsi prendere dalla rabbia».
Un Babbo Natale è sceso a sorpresa dalle scale dei ballatoi, col sacco di regali: felpa, maglietta, un biglietto ricordo con una preghiera e la guida di Sant'Egidio "Dove mangiare, dormire lavarsi". «Spesso chi non ha una famiglia una volta scarcerato è a rischio barbonismo», dice la volontaria.
Toccante il minuto di silenzio per le vittime degli attentati dei fondamentalisti contro i cristiani in Nigeria: dieci detenuti nigeriani hanno poi intonato un suggestivo coro gospel. A tavola, rassicurati da un menù senza carne suina, anche molti musulmani: «A Regina Coeli gli stranieri sono i due terzi e gli islamici - spiega ancora Stefania Tallei - vivono con rispetto e partecipazione le nostre festività cristiane. Per loro è un momento sacro da condividere, alla benedizione delle celle si inchinano sempre rispettosamente». Sant'Egidio replica nei prossimi giorni a Rebibbia e a Napoli, Genova, Vercelli, Firenze e negli ospedali psichiatrici giudiziari.
Luca Liverani
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