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Il mondo si è fatto «più piccolo». E unica garanzia di «futuro« sono «pace e convivenza», atteggiamenti ai quali i giovani sono aperti, ma che possono essere distorti da una «realtà sociale» che spinga ad «agire in modo intollerante e violento». Perciò il Papa chiede una «solida educazione della coscienza» che metta «al riparo» da atteggiamenti negativi».
Questo il nocciolo dell`augurio di pace per il mondo espresso da Benedetto XVI nella messa del primo dell`Anno, rito solenne e plurilingue celebrato in San Pietro con cardinali
e vescovi, alla presenza di numerosi ambasciatori da tutto il mondo, tra cui quello d`Italia presso la Santa Sede, Francesco Greco.
E per l`Italia Benedetto XVI, durante l`Angelus, ha espresso voti di «pace e prosperità» ringraziando il presidente Giorgio Napolitano per i suoi auguri. Il Capo dello Stato, che il 23 dicembre aveva telefonato al Pontefice per un «cordiale colloquio» in occasione degli auguri natalizi, ha ieri apprezzato in un testo scritto il essaggio papale per la Giornata della Pace. E nel messaggio alla Nazione per la fine dell`anno, ha citato l`invito di Benedetto XVI a trovare una «forza motivante» per singoli e comunità, nell`affrontare la crisi.
Mentre Papa Ratzinger celebrava in basilica, in piazza affluivano migliaia di persone, tra cui giovani e immigrati, per la Marcia della Pace organizzata dalla Comunità di Sant`Egidio e alla quale hanno aderito una sessantina di sigle cattoliche.
Un mare di palloncini blu, e di striscioni a ricordo delle zone del mondo dove ci sono conflitti, dall`Iraq al Sudan, alla Nigeria, per testimoniare che è possibile una cultura della pace, antidoto alla cultura del disprezzo.
A conclusione del 2011 della «primavera araba» e degli «indignados», nel messaggio per la quarantacinquesima Giornata Mondiale della Pace intitolato «Educare i giovani alla
giustizia e allapace», Benedetto XVI ha insistito sulla sfida dell`educazione, e nella messa di ieri ha rilanciato molti spunti di quel messaggio. La pace, ha detto, «è somma e sintesi di tutte le benedizioni», la Santa Sede rinnova il proprio «impegno per la promozione della pace nel mondo».
«Dopo le tragedie delle due grandi guerre mondiali», ha commentato, l`umanità si è mostrata consapevole di questo «compito di ogni generazione» che è la costruzione della
pace: lo attestano «dichiarazioni e iniziative internazionali e l`affermarsi tra i giovani stessi, negli ultimi decenni, di tante e diverse forme di impegno
sociale in questo campo».
Per la Chiesa quella della educazione alla pace è una «sfida» duplice: in primis perché «nell`era attuale, fortemente caratterizzata dalla mentalità tecnologica, voler educare e non solo istruire non è scontato, ma è una scelta» e poi perché la «cultura relativistica pone una questione radicale: ha ancora senso educare? E poi, educare a cosa?».
«Di fronte alle ombre che oscurano l`orizzonte del mondo» e alle spinte sociali all`intolleranza e alla violenza, per il Papa emerge la responsabilità educativa degli adulti: devono aiutare il formarsi di personalità che uniscano il profondo senso della giustizia con il rispetto dell`altro, con la capacità di affrontare i conflitti senza prepotenza, con la forza interiore di testimoniare il bene anche quando costa sacrificio, con il perdono e la riconciliazione».
Echi del messaggio per la pace anche nel Te Deum con cui sabato Benedetto XVI ha concluso l`anno civile, affidando le «speranze e le tragedie» del mondo contemporaneo a Dio, che mostra «tenerezza» alla «umanità lacerata da ingiustizia e dolore».
Quaestio fidai
La questione della fede è la sfida
pastorale prioritaria del nostro
tempo. Ravvivarla è
il comandamento rilanciato
da Benedetto XVI
Famiglia
I genitori sono i primi educatori
alla fede dei loro figli fin dalla più
tenera età: è necessario sostenere
le famiglie nella loro missione
educativa con opportune iniziative
Evangelizzare
Rendere più responsabile la
partecipazione dei fedeli ai Sacramenti
e annunciare con incisività il
Vangelo a quanti non lo hanno mai
conosciuto o lo hanno dimenticato
Umanesimo
C`è necessità di un nuovo
Umanesimo capace di generare
cultura e impegno sociale e per
sconfiggere la cultura relativista
che svilisce il senso dell`educare
Andrea Riccardi
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