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Lasagne alla ligure (cucinate dal «Twenty» appositamente con pesto, patate e fagiolini per venire incontro alle esigenze dei numerosi musulmani), fassone glassato, filetto di pesce dorato, patate al rosmarino e dolci natalizi con creme d`accompagnamento. Ma soprattutto un carico di allegria e spirito di solidarietà reciproca. Per i detenuti del carcere di Vercelli quello di ieri è stato davvero un pranzo speciale. Oggi verrà concesso il bis, mentre domani si concluderà la tre-giorni di festa organizzata dalla Comunità di Sant`Egidio di Novara.
Ore 12,30. La sala polivalente della casa circondariale è allestita di tutto punto. Ci sono festoni, palloncini, le diapositive che scorrono sul maxi schermo mostrando le iniziative della Comunità di Sant`Egidio, volontari dell`associazione novarese e un paio di poliziotti a vigilare la sala. Anche nei panni di camerieri figurano i detenuti, impeccabili nell`abbigliamento e sempre attenti a non sfigurare. A fare gli onori di casa la direttrice Tullia Ardito, il vice-commissario Rossana Bernardo e le educatrici. Seduti ai lunghi tavoli ci sono i protagonisti dell`evento, una settantina di detenuti del secondo piano
(condannati per reati comuni, ma prossimi alla scarcerazione). L`immagine più bella arriva proprio da loro: nordafricani con albanesi, rumeni con sudamericani, ogni etnia è perfettamente integrata con le altre. Davanti al fotografo de La Stampa si crea una piccola fila: tutti vogliono essere immortalati.
«Non potrebbe essere altrimenti - commenta Giuliana Osella della Comunità di Sant`Egidio -: questa è
la festa della feste durante la quale anche i detenuti devono sentirsi fratelli aiutandosi vicendevolmente a vincere la lontananza delle loro famiglie. Per il quinto anno abbiamo voluto essere presenti a Vercelli: durante questi tre gior- ni porteremo un po` di allegria e serenità in un ambiente che sempre più spesso deve lottare contro troppi pregiudizi.
Domani (oggi, ndr) e giovedì coinvolgeremo anche i numerosi detenuti degli altri due piani in modo che la festa possa essere vissuta da tutti».
Il pranzo scorre via veloce, c`è una precisa tabella di marcia da rispettare. Sono quasi le 14 e lo spettacolo deve proseguire. «Dopo il brindisi di rito - racconta la dottoressa Tullia Ardito - abbiamo
intrattenuto i detenuti con una serie di giochi e attività ludico-ricreative. Al termine ognuno ha ricevuto un simpatico regalino consegnato da due Babbo Natale. Ringrazio di cuore la Comunità di
Sant`Egidio di Novara che anche quest`anno ci è venuta a trovare. Siamo profondamente convinti che iniziative di questo tipo siano molto utili dal punto di vista sociale e comunicativo. Un`esperienza
da ripetere».
Nel frattempo tra un bicchiere di spumante (concesso solamente per l`occasione, facendo uno strappo alla regola) e una fetta di pandoro vengono raccontate le storie di due detenuti speciali:
quelli che oggi saranno scarcerati e che quindi hanno vissuto un doppio festeggiamento.
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