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3 Mars 2015

Trastevere, pestato un clochard caccia alla squadra di picchiatori

La vittima dell'aggressione da anni è seguito dai volontari della comunità di Sant'Egidio

 
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AL MOMENTO, l'unica cosa certa è che a picchiare Andrea è stato un gruppo di ragazzi. Quattro, forse cinque giovani che la notte tra sabato e domenica si sono accaniti con calci e pugni sull'uomo, un senzatetto di 48 anni, steso sui gradoni della chiesa di San Calisto, nel cuore di Trastevere. Da tempo, è quello il giaciglio del clochard che, però, dall'alba di domenica è ricoverato nel reparto di medicina d'urgenza dell'ospedale San Camillo. Lì è arrivato alle 5.17, trasportato da un'ambulanza chiamata dai militari dell'esercito che stazionano poco distanti, davanti all'ingresso della Comunità di Sant'Egidio.
Ad avvertirli, un altro senzatetto che aveva assistito all'aggressione. Quando è giunto il 118, anticipando di pochi minuti la volante della polizia, Andrea era ancora per terra, svenuto, il viso tumefatto, pieno di escoriazioni e botte. Non era e non è in pericolo di vita, tanto che all'ospedale il suo ingresso sarebbe stato classificato con un codice giallo, meno grave. Ora è tenuto sotto osservazione, in attesa di una Tac che valuti complessivamente le sue condizioni di salute, già debilitate dalla vita per strada. Non avrebbe fratture ma non è escluso che possa avere bisogno di un intervento al volto, la parte più colpita durante il pestaggio, un vero e proprio raid, secondo quanto raccontato da almeno due testimoni. A uno di loro, anch'egli senzatetto, è andata però meglio di Andrea: i giovani picchiatori gli hanno soltanto buttato via vestiti, coperte e gli effetti personali che aveva con sé.
È stato lui a raccontare cos'era successo la mattina di domenica ai volontari della Comunità di Sant'Egidio, a cui si era rivolto per avere qualche abito per sostituire i suoi, andati ormai persi: «Andrea è stato pestato dai fascisti», avrebbe detto il testimone, come riportato dal quotidiano online Popoff. La matrice politica del gesto, nel weekend in cui a Roma si sono concentrati in città molti esponenti dell'estrema destra in occasione del comizio di piazza del Popolo della Lega, è stata al momento esclusa. Anche perché, secondo i racconti di un altro testimone, gli aggressori sarebbero stati turisti stranieri ubriachi.
La polizia è in attesa del referto del San Camillo per capire esattamente in che condizioni è Andrea e quale sarà la sua prognosi. Intanto, sul pestaggio è intervenuta l'assessore al servizi sociali del Campidoglio, Francesca Danese, definendo la vicenda «un gravissimo episodio di violenza e intolleranza» che «ha sconvolto, nella notte tra sabato e domenica, la vita di una persona, ospite di una casa famiglia a Trastevere». La Danese ha poi denunciato il «clima di intolleranza che sta inquinando l'aria della nostra città. Sono in contatto con la direzione sanitaria dell'ospedale in cui è ricoverata questa persona -ha aggiunto -e le farò visita per portarle la solidarietà e l'affetto dei romani per bene, quelli che non discriminano e che condannano i branchi violenti».
«Dispiaciuta e preoccupata» anche la Comunità di Sant'Egidio, alla cui mensa spesso si rivolgeva Andrea: «È inaccettabile che nel cuore di Trastevere possano accadere cose di questo genere. È il sintomo di un'insofferenza verso i più deboli che scambia la lotta alla povertà con la lotta alle persone povere»
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