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Monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos, la città della Nieeria dove si sono avuti gli attacchi più violenti del gruppo islamico Boko Haram è stato ospite di recente della Comunità di Sant`Egidio. Nella mensa di Via Dandolo ha offerto pane e frutta ai poveri. In Nigeria si è fatto primo uomo del dialogo.
Monsignore, è preoccupato per Jos?
Lo sono tutti. La sicurezza è molto fragile a causa delle azioni dei fanatici di Boko Haram. Dopo l`imposizione della sharia è chiaro che la loro principale azione è opporsi a ogni valore e forma di cultura occidentale. La Chiesa è per loro quella che riassume tutti questi principi. Quindi è il primo nemico. Nel mirino anche organizzazioni governative. Polizia ed esercito sono un ostacolo per una sharia totale.
Vede una possibilità di dialogo?
Il dialogo può avvenire solo tra uomini che sono sulla stessa onda di pensiero. Ci sono musulmani che sono orientati alla pace e con loro il dialogo esiste ed è possibile. Il gruppo di Boko Haram è però esclusivo, arroccato su propri principi antisociali. Come dialogare con loro? Per loro la vita non è un valore, infatti distruggono soltanto. Chi non è d`accordo in qualche modo viene annientato.
Quindi, anche gli islamici aperti al dialogo sono loro nemici?
Certamente. I musulmani pronti ad accogliere gli altri sono continuamente oggetti di attacchi.
Per il fatto di dialogare con i cristiani sono considerati traditori e non autentici musulmani. Lo stesso sultano di Sokoto è stato minacciato affiché prema presso il governo per la liberazione di esponenti del gruppo estremista.
La Chiesa ha ideato una strategia per favorire il più possibile la pace nel Paese?
La Conferenza episcopale nigeriana è tra i primi a cercare questo dialogo. Altre Chiese cristiane non dimostrano altrettanto entusiasmo. Abbiamo formato dipartimenti per il dialogo interreligioso e ogni vescovo incontra musulmani nella sua diocesi.
I nigeriani come vedono la presenza cattolica?
La giudicano una forza importante e positiva nell`educazione, nel campo sanitario e nei servizi sociali, perché difende la promozione della pace e si batte per la giustizia sociale. La Conferenza episcopale nigeriana è ascoltata dal presidente e dal governo, spesso invitati alle nostre liturgie.
Jos, la sua diocesi, è diventata tristemente famosa. Com`è adesso la situazione?
Sono arcivescovo di Jos da undici anni e ogni anno c`è una crisi.
Si dice sempre che sono musulmani contro cristiani, ma ci sono anche altre situazioni sociali che provocano dissidi, come ad esempio la lotta per la terra tra pastori ed agricoltori, o quella tra gli indigeni e gli immigrati. Alla base di questi scontri non ci sono motivi religiosi.
A Roma è stato ospite della Comunità di Sant`Egidio: come pensa che la comunità possa aiutarvi in questa ricerca di dialogo?
Ho fiducia, perché Sant`Egidio è interessata alla pace e al dialogo con gli altri ed è vicina ai poveri. C`è da imparare da questa Comunità.
Giovanni Ruggero
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