 | 20 Février 2012 |
Messa nella basilica della Nunziata dedicata alle persone senza fissa dimora scomparse negli ultimi anni |
Sant'Egidio ricorda gli "amici per strada"."Noi in campo contro un'emergenza senza fine" |
Sant'Egidio, Pauvreté, Sans-abri, Homeless
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PIETRO aveva un negozio di tappezzerie, all'inizio degli anni Novanta la sua attività ha iniziato ad andare male e in poco tempo ha perso tutto, è finito a dormire per strada, nella stazione di Sampierdarena. Si è ammalato di broncopolmonite ed è morto la notte stessa del suo ricovero in ospedale, nel 1993. Pietro è stato il primo «amico per strada» della Comunità di Sant'Egidio, che ieri mattina ha ricordato con una messa nella basilica della Nunziata tutti gli uomini e le donne senza fissa dimora scomparsi negli ultimi anni. «Vivere per strada è dura — spiegano i volontari della Comunità, che soprattutto nelle notti più fredde fanno il giro della città per portare coperte e bevande calde a chi trascorre la notte al-l' aperto — anche solo un anno di questavita minale difese di qualsiasi organismo». E' la sorte che è toccata anche a Babu Raja Rhadka, morto per il freddo tre anni fa in piazza D e Ferrari, sotto i portici del Carlo Felice. Proprio per evitare questi casi da tempo il Comune, assieme alle associazioni di volontariato ha messo in campo un piano di emergenza freddo che quest'anno è scattato nelle scorse settimane, in occasione delle bassissime temperature registrate in città, e che potrebbe tornare a pieno regime da questa s era, se effettivamente arriverà la nuova ondata di freddo annunciata dai meteorologi.
Quando la temperatura scende sotto un certo limite, automa ticamente il Comune procede con l'apertura della palestra di via delle Fontane, che può accogliere la notte fino a 50 ospiti, indirizzati qui dai volontari dei gruppi di strada. Nelle scorse settimane sono state aperte anche le stazioni ferroviarie di Principe e Brignole, mentre si sono riempiti tutti i ricoveri che tradizionalmente accolgono i senza fissa dimora. A loro è rivolta anche la guida «M angiare, lavarsi, dormire», che la Comunità di Sant'Egidio pubblica ormai ogni anno con l'elenco di tutte le strutture in grado ai dare aiuto, assistenza e conforto ai senza fissa dimora. A Genova si calcola che siano circa un migliaio: di questi 250 sono i rom rumeni, 310 sono ospitati nei diversi centri di accoglienza gestiti da associazioni come Auxilium, San Marcellino e M asso ero 2000, 250 dormono per strada, altri 150 in alloggi di fortuna.
A loro, e soprattutto a quelli che sono venuti a mancare nel corso degli ultimi anni, è stata dedicata la messa celebrata ieri mattina alla Nunziata. «Al termine di queste settimane di freddo intenso — spiega una nota di Sant'Egidio —in cui la Comunità insieme a molte associazioni, ha aumentato l'impegno ed harice - vuto il sostegno generoso di tanti, ci vogliamo fermare per ricordare chi vive spesso solo e senza legami e per affermare che l'umanità di una città si misura sulla sua capacità di creare una rete di amicizia e solidarietà attorno ai suoi abitanti più poveri».
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