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16 Novembre 2011

Le associazioni plaudono a Monti per la nomina di Riccardi. Tutte le reazioni

 
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SANT’EGIDIO - “Mi sembra che si dia centralità a qualcosa di importante e che finora è stato ritenuto accessorio, un lusso, qualcosa di non necessario: mi sembra un segno di speranza per tutti, nella giusta direzione”. Così Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, commenta l’avvento nel governo Monti di un ministero per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, affidato proprio al fondatore della Comunità Andrea Riccardi. Marazziti parla di “una sorpresa anche per me” e invita a guardare positivamente al cammino da intraprendere d’ora in avanti.
 
“La Comunità di Sant'Egidio – scrive Marazziti in una nota - partecipa da sempre, con libertà e con responsabilità alla vita del Paese nel suo complesso, nella società civile. Come tutti, con passione, con preoccupazione, senza sottrarci a quello che anche nell'emergenza andava fatto, seguiamo anche noi non solo le grandi sfide della pace e dello sviluppo a livello internazionale, ma anche le difficoltà straordinarie che il Paese si trova ad attraversare. Dalla parte di quelli che hanno avuto e hanno più difficoltà. E' un passaggio di difficoltà straordinarie per l’Italia, ma anche una grande chance, per scelte coraggiose. E’ in corso una crisi che da tempo attacca anche sogni e progetti per il futuro delle giovani generazioni. In alcuni casi una crisi di credibilità che i mercati hanno punito oltre misura e oltre l'immaginazione, regolarmente creando ancora più problemi. Ritrovare le ragioni comuni, la capacità di convivere e di essere un paese che anche nelle difficoltà sa essere generoso, attento a quello che è umano, con una visione e una responsabilità verso tutti”.
 
“A sorpresa anche per me – continua il portavoce di Sant’Egidio - ad Andrea Riccardi è stato richiesto di dare un contributo straordinario, come Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione. E' una responsabilità in più e mi sembra un segnale molto significativo della qualità del nuovo governo. Nuovo non solo perché appena annunciato e presto insediato, ma perché innovativo nella struttura e nei compiti che si dà. Cooperazione Internazionale e Integrazione: mi sembra che si dia centralità a qualcosa di importante e che finora è stato ritenuto accessorio, un lusso, qualcosa di non necessario. Mi sembra un segno di speranza per tutti, nella giusta direzione.

CASA DELLA CARITA'
- "Ci aspettano sacrifici, ma proprio per questo la politica non deve fare un passo indietro ma due avanti per favorire la coesione sociale": per don Virginio Colmegna il governo di tecnici di Mario Monti non può essere un alibi per i partiti per venir meno alle loro responsabilità verso il Paese. "Sul nuovo esecutivo non faccio commenti perché prima voglio vedere il programma che si darà", aggiunge il sacerdote. "La società civile però non è fatta solo di tecnici, ma abbiamo bisogno ancora di più di una politica che abbia competenze tecniche e sappia creare un clima di collaborazione". "I sacrifici chiedono un sussulto etico di tutti -continua don Colmegna-. Il noi deve prevalere sull'io, si deve creare un clima non sterile ma che porti alla giustizia sociale".

ACLI -  “Un esecutivo convincente”: giudizio positivo dalleAcli, sulla compagine presentata questa mattina dal nuovo presidente delConsiglio. “Figure di alto profilo – commenta il presidente AndreaOlivero –, persone esperte e autorevoli, tecnici ma non certo burocrati, donnee uomini che hanno costruito in questi anni, in ambiti pur diversi, un rapportofecondo con la società civile. Un governo che non nasce “contro” la politica,ma al servizio della costruzione di una “buona” politica”. Olivero sottolinea tra gli aspetti più positivi della nuovacompagine di governo «la scelta di affidare a tre donne tre ministeri chiavequali l’Interno, il Welfare e la Giustizia; l’incarico per il ministero della cultura ad unfigura autorevole e stimata quale Lorenzo Ornaghi; l’innovazione rappresentatadalla delega alla Cooperazione e all’Integrazione: un salto di qualità davveroapprezzabile – spiega il presidente delle Acli –, sia in riferimento allapersona incaricata, Andrea Riccardi, che alla scelta di legare cooperazioneinternazionale e immigrazione, il segno di una lettura finalmente moderna edeuropea dei processi migratori”. Le Acli si aspettano ora "che il Governo possa presentare,nel più breve tempo possibile, un pacchetto di proposte e di riforme dadiscutere innanzitutto con le parti sociali e da spiegare quindi all’interoPaese, perché i cittadini sappiano a fronte di quali prospettive sarannochiamati a cambiamenti o sacrifici”. Tra le questioni più urgenti e difficilic’è la delega assistenziale, che per Andrea Olivero, “presenta elementi diassoluta iniquità, e che non potrà che essere ritirata o radicalmentemodificata nella prospettiva di andare ad avviare un vero processo dirinnovamento del welfare italiano”.

OXFAM - Oxfam italia, sede locale della ong fondata in Gran Bretagna e oggi tra le più grandi augura buon lavoro al primo ministro incaricato Mario Monti “per il difficile compito che si accinge ad assolvere” ed esprime “grande soddisfazione per la nomina del professor Andrea Riccardi nella funzione di ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione”. “L’istituzione di questo ministero - continua il presidente Francesco Petrelli - è un indiscutibile segnale della volontà di rilanciare la cooperazione dell’Italia come parte rilevante della politica estera e del suo ruolo internazionale.  Siamo fiduciosi che si possa aprire una nuova stagione che riaffermi i valori di solidarietà e apertura al mondo e tuteli al tempo stesso la credibilità dell’Italia. Ciò appare indispensabile dopo anni segnati da una politica costante di dismissione della cooperazione e dal mancato rispetto degli impegni internazionali. Una politica che ha portato l’Italia in fondo alla lista dei paesi donatori con un taglio che ha superato il 50% negli ultimi tre anni".

ACTIONAID - ''Il rilancio della credibilità del nostro Paese passa anche dal rispetto degli impegni dell’Italia nella lotta alla povertà. Per questo consideriamo una svolta importante e positiva la creazione di un ministero dedicato al tema della cooperazione internazionale”. E' il commento di Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, dopo la nomina di Andrea Riccardi a Ministro per la cooperazione internazionale. "Ad Andrea Riccardi non mancano né esperienza né consapevolezza su quello che occorre fare con urgenza, e confidiamo che saprà svolgere il suo ruolo al meglio, contribuendo a rilanciare il ruolo del nostro paese nella lotta alla povertà ponendo subito al vertice della propria agenda il rispetto degli impegni presi dall’Italia sulla scena internazionale”, aggiunge De Ponte. "Il governo Monti -prosegue - ha come obiettivo principale quello di ridare credibilità al Paese sui mercati e nel contesto internazionale – spiegano da ActionAid – ed è un compito difficile, poiché l’Italia in questi anni ha  dimostrato scarsa affidabilità, non mantenendo tra l’altro gli impegni che riguardano la lotta alla povertà: solo per fare qualche esempio siamo in debito col Fondo Globale per la lotta all’Aids, non abbiamo contribuito in maniera adeguata all’Aquila Food Security Initiative e in questi ultimi anni i fondi alla cooperazione internazionale sono stati praticamente azzerati. Complessivamente, la morosità accumulata dal lancio degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, nel 2000, è stimabile in ben 22 miliardi di dollari"

“Nonostante la grave crisi economica è essenziale che l’Italia riacquisti il proprio peso nel contesto internazionale, non trascurando i temi su cui si gioca il futuro non solo dell’Italia ma di tutto il mondo",, continua De Ponte. “Il nuovo ministro – conclude - che dovrà senza dubbio lavorare in grande sintonia non solo con il presidente del consiglio, ma anche con il ministro degli esteri Terzi di Sant’Agata, avrà subito di fronte gli impegni del vertice di Busan sull’efficacia degli aiuti, poi il COP17 di Durban e l’anno prossimo il grande appuntamento di Rio sullo sviluppo sostenibile ed è fondamentale che in questo percorso l’Italia arrivi con le carte in regola e avendo sanato i debiti pregressi”. Actionaid si dice pronta a  avviare al più presto una proficua collaborazione”, conclude De Ponte.

ONG ITALIANE - La nomina di Riccardi a ministro della Cooperazione internazionale ''un indiscutibile segnale della volontà di rilancio della cooperazione dell'Italia". E il commento di Francesco Petrelli, presidente dell’associazione delle Ong italiane. "E’ un fatto importante, dopo che dopo questi ultimi tre anni contrassegnati dal mancato rispetto degli impegni europei e internazionali per l’aiuto allo sviluppo e della vera e propria politica di dismissione della cooperazione italiana  che ha portato il nostro Paese  agli ultimi posti nella lista dei donatori e che ha prodotto finora un taglio radicale dell’ Aiuto Pubblico italiano, pari a quasi il 90% delle sue risorse rispetto al 2008. Siamo pertanto fiduciosi che si possa aprire  una nuova stagione che riaffermi insieme i valori di solidarietà e apertura al mondo e tuteli anche in questo campo il ruolo la credibilità dell’Italia”.
 

CIPSI - Apprezzamento per la presenza di un ministro alla cooperazione internazionale e all’integrazione e l’auspicio che questo significhi “l’inizio di una nuova politica basata non sull’assistenzialismo ma su un nuovo progetto di solidarietà tra i popoli”. Ad esprimerlo è “Solidarietà e Cooperazione Cipsi”, coordinamento di 45 ong e associazioni di solidarietà internazionale.
 
Il presidente Guido Barbera invia gli auguri di buon lavoro ad Andrea Riccardi, definito “uomo di grande esperienza in questi ambiti e tematiche”: “Auspichiamo – dice Barbera - che la sua nomina possa segnare l’inizio di una nuova politica sulla cooperazione, che non sia basata sull’assistenzialismo, ma che costruisca un nuovo progetto di solidarietà e di relazioni umane tra i popoli”. Barbera spera in una politica “che garantisca il rispetto dei diritti umani per tutti e la salvaguardia dei beni comuni, che sia volta all’integrazione e non all’esclusione e al respingimento”: “La cooperazione, oggi più che mai, rappresenta – dice - il legame trasversale di coerenza tra le politiche. Un legame tra tutte le politiche, in grado di costruire ponti tra le persone e popoli, per una vera convivenza. Oggi più che mai le istituzioni devono garantire legalità, uguaglianza e solidarietà istituzionale e sociale, assicurando eque e giuste risorse per tutti”. “Auguriamo al prof. Monti, al prof. Riccardi e al nuovo governo di sviluppare il loro lavoro su questi assi, per ricostruire rapidamente – conclude - una politica che sia al servizio dei cittadini e ridare un volto umano e qualificato al nostro paese a livello internazionale”.


I DIRITTI ALZANO LA VOCE - Giudizio positivo sulla nascita del governo Monti ma sottolineatura del fatto che i nodi da affrontare con urgenza non sono solo quelli della tenuta dei conti dello Stato, ma anche quelli della disoccupazione, del progressivo impoverimento della popolazione e della necessità di una vera riforma del welfare. Così la campagna “I diritti alzano la voce”, promossa da 24 organizzazioni del volontariato e del terzo settore italiani (fra di esse anche Antigone, Arci, Auser, Cnca, Fish, Fiopsd, Federazione Scs/Cnos, Jesuit Social Network Italia), che sottolinea anche l’importanza di considerare elementi quali “l’iniqua distribuzione della ricchezza e l’abnorme evasione fiscale”, che vengono definiti come “i veri ostacoli allo sviluppo sociale ed economico dell’Italia”.
 
“Siamo preoccupati per il nostro paese - afferma Lucio Babolin, portavoce della campagna I diritti alzano la voce - ma anche per il dibattito sulla crisi portato avanti dagli opinion maker e le testate più influenti. Sembra quasi che allo sfacelo economico e finanziario di questi anni si voglia continuare a rispondere con le stesse ricette che hanno generato il disastro. Anzi, la tentazione potrebbe essere quella di approfittare dell’emergenza per far passare provvedimenti fermi al palo da anni”. “Noi crediamo – continua - che vi siano due priorità per il paese: la messa in sicurezza dei conti dello stato e, insieme, il miglioramento delle condizioni di vita per tutte quelle persone e famiglie che hanno pagato fin qui, ingiustamente, il prezzo della crisi. Non basterà una patrimoniale ‘leggera’ per assicurare l’uno e l’altro obiettivo. Bisognerà piuttosto agire in modo incisivo sull’evasione fiscale, tassare maggiormente i patrimoni mobiliari e immobiliari, tagliare le spese militari, ridurre i costi della politica”.
 
La campagna “I diritti alzano la voce”, conclude il portavoce, “ritiene che una parte delle risorse così reperite possa permettere una riforma del welfare attesa da tempo, permettendo il varo dei Livelli essenziali delle prestazioni e del reddito minimo di inserimento e l’istituzione di un fondo e di misure adeguate per la non autosufficienza e per ammortizzatori sociali efficaci a beneficio di tutti coloro che perdono il lavoro. In questo modo sosterremmo la domanda e aiuteremmo larghi strati della popolazione. Finalità che non potrebbero essere raggiunte con la legge delega sulla riforma fiscale e assistenziale voluta dal precedente Governo, che a nostro avviso va radicalmente modificata”.
 
Le 24 organizzazioni che promuovono la campagna sono Antigone, Arci, Arciragazzi, Associazione Città visibile, Associazione Familiari Alzheimer Pordenone Onlus, Associazione Welcome, Auser, Centro Iniziative e Ricerche Euromediterraneo (Cirem) - Napoli, Cittadinanzattiva, Comunità Saman, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), Emmaus Italia, Erit Italia, Eurocare Italia, Federazione Internazionale “Città sociale” - Campania, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora (fio.PSD), Federazione Scs/Cnos, Forum Droghe, Ires Campania, Jesuit Social Network (Jsn) Italia, Lunaria, Movi, Movimento Rinnovamento democratico.


AUSER - "Auguri di buon lavoro su una strada tutta in salita": è il commento di Michele Mangano, presidente nazionale Auser. "La crisi che attanaglia il nostro paese non lascia spazi a troppi giri di parole. - sottolinea -  Abbiamo apprezzato l’attenzione che il premier incaricato Mario Monti ha espresso durante le consultazioni  nei confronti delle parti sociali  in particolare del Forum del Terzo Settore del quale ha ascoltato con attenzione le istanze. Ci auguriamo  che chi è stato chiamato a seguire i temi del lavoro e del Welfare dimostri la giusta attenzione ed un grande senso di responsabilità nel mettere mano ad un comparto che ha visto fino ad oggi interventi drastici ed iniqui; non possiamo immaginare una politica di soli tagli,  tagli al sociale e alla sanità  che stanno pesando gravemente sulle spalle di milioni di cittadini.  In particolare auspichiamo una maggiore attenzione ai temi della povertà  che ha raggiunto nel nostro Paese livelli inaccettabili ed alle esigenze dei cittadini più fragili, in particolare gli anziani non autosufficienti e di tutte quelle categorie particolarmente esposte"


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