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Le religioni da motivo di conflitto a elemento di unità e convivenza: è questo il senso del 26°
Meeting per la pace «Uomini e religioni» che la comunità di Sant`Egidio, in collaborazione con l`arcidiocesi di Vrhbosna-Sarajevo, proporrà nella capitale bosniaca dal 9 all`11 settembre 2012.
«Nel 2012 - ha ricordato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant`Egidio durante la presentazione dell`evento avvenuta ieri a Roma - ricorre il ventennale dell`inizio della guerra in Bosnia che ha avuto Sarajevo come città simbolo della sofferenza e della distruzione».
Da Sarajevo «città martire» può «nascere un nuovo spirito di incontro, oltre le ferite e i rancori, per una nuova memoria condivisa». Un evento, quello del prossimo settembre, «segno di speranza per la rinascita della regione».
Lo ha definito così il cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo affermando che di questo «ha bisogno la nostra terra, paradigma della convivenza tra diversi».
«L`emersione di un islam dialogante in Bosnia - ha proseguito il cardinale - può contaminare positivamente la qualità di quella che è ormai diventata la seconda religione in Europa».
«Faccio un appello all`Europa - ha concluso Puljic - perché partecipi a questo processo con i suoi principi di democrazia ed uguaglianza». Con i giornalisti il cardinale ha parlato della commissione d`indagine su Medjugorj e della quale fa parte, istituita da Benedetto XVI nel 2010: «Entro quest`anno, vogliamo finire il nostro lavoro e dare al Papa la nostra opinione perché esprima il suo giudizio».
Gli incontri mondiali per la pace sono organizzati ogni anno dalla Comunità di Sant`Egidio con l`obiettivo di tenere vivo «lo spirito di Assisi», la storica giornata di preghiera dei leader religiosi di tutto il mondo voluta da Giovanni Paolo II nel 1986. L`ultimo incontro nel settembre scorso a Monaco.
Santomiero Chiara
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