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30 Aprile 2015 09:30 | Provincia di Bari - Sala Consigliare

Saluto di S. B. L’Arcivescovo di Cipro Chrisostomos al Convegno Internazionale «I Cristiani in Medio Oriente. Quale futuro?»


Chrysostomos II


Arcivescovo ortodosso di Nuova Giustiniana e di Tutta Cipro

Cari confratelli,

il momento più grande e più importante della storia dell'umanità è stato quello in cui "è venuto nella pienezza del tempo", quando " Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli." (Gal 4, 4-5). Da allora "il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità”(Gv 1,14),
"... A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio." (Gv 1,12).

E infatti è iniziata così una nuova fase della storia dell'umanità. Questo perché il Cristianesimo predica gli ideali più nobili di quanto si sia mai sentito sulla terra è giunto a civilizzare l’umanità.
Perché lo Spirito del Signore ha guidato l'umanità. La Roma imperiale ha in seguito ceduto occultamente e invisibilmente i regni di egemonia laica a Betlemme, Gerusalemme e Antiochia, dove per la prima volta quelli che hanno creduto in Cristo sono stati chiamati cristiani. Il Medio Oriente è stato il punto di partenza della libertà intellettuale e della redenzione dell'uomo, e contemporaneamente la fonte di una nuova cultura, quella cristiana, che in breve è divenuta europea e mondiale ed ha infine determinato lo sviluppo storico del mondo intero.

Grandi espressioni ecclesiastiche sono nate in Medio Oriente, le quali sono state pioniere e costruttrici della civiltà cristiana. Indubbiamente la prima posizione è detenuta dalla pugnace personalità dell'apostolo Paolo, il quale, attraverso Cipro e la Grecia, ha trasmesso il messaggio vivificante del cristianesimo a Roma e da lì in tutta l'Europa. Assai giustamente è stato descritto come "il primo dopo l’Unico", come l'Apostolo delle genti e l’Apostolo celeste.
Un’altra grande personalità è l’antiocheno patriarca di Costantinopoli Giovanni, che giustamente la nostra Chiesa ha chiamato Crisostomo e " tromba d’oro del cristianesimo." Accanto ad essi splendettero decine, centinaia di altri, i quali non solo si sono comportati secondo l'insegnamento del Divino Nazareno ma hanno anche vissuto la loro vita in Cristo in modo straordinario e hanno contribuito alla formazione della dottrina cristiana e della tradizione della vita della Chiesa. 
Il 16 giugno 622, la notte in cui Maometto fuggì di nascosto dalla Mecca e si rifugiò a Medina, conosciuta nella storia come l’ “Egìra”, è il punto di partenza ufficiale di tutte le date dell’Islam. Da allora una nuova realtà religiosa si è inserita nel panorama del Medio Oriente. Purtroppo alcune frange estremiste e fanatiche di questa religione in questi ultimi tempi si sono fatte forti del concetto della cosiddetta "guerra santa". Jihad e Jihadisti.

È una realtà che suscita oggi grandi paure. Nella nostra coscienza, che è cresciuta fra i dolci messaggi del Nazareno i quali consistono nei mondi dell’amore, della pace, della libertà, della solidarietà, e della carità, il concetto di guerra e di spargimento di sangue al fine d’imporre le nostre convinzioni religiose è totalmente estraneo e inconcepibile. Non solo è respinto, ma è anche detestabile. Perché neanche in senso umano può essere ammissibile. È considerato uomo solo colui che aspira a ciò che è in alto, che cerca il meglio, non il peggio, e, soprattutto, non cerca il sangue del prossimo, ma la sua crescita spirituale e la sua felicità.
Queste forze estremiste dell'Islam vogliono imporre all’interno del più ampio universo musulmano un sistema religioso prevalentemente monolitico e rigido, un totalitarismo brutale, che ha manifestato fin dall’inizio nel suo seno divisioni ed eresie.
L’estremismo ha un obiettivo sostanziale, è ispirato dal fanatismo vendicativo contro coloro che sono diversi da sé e vuole eliminarlo. Purtroppo tra costoro ci sono anche diversi europei e americani.

Ciò che è preoccupante è che questi islamisti fanatici stanno crescendo molto rapidamente, sia in Russia che in Europa. Ma al di là dei numeri di questa crescita dobbiamo prendere molto sul serio i loro obiettivi a lungo termine, che con arroganza e prepotenza, sono stati espressi dall'ex presidente turco Ozal Turgut (1989-1993):
"Islamizzeremo l’Europa. Non dimentichiamo che l'avanzata dei Turchi si fermò davanti a Vienna!" Analogamente l’ "Organizzazione Mondiale dei Musulmani Europei" nel corso del proprio congresso ha a tal proposito dichiarato che: "il futuro europeo appartiene all'Islam."
Tanti i rischi evidenti, ma qual è l'atteggiamento dell'Europa? Purtroppo non incoraggia ad una soluzione.
Queste forme estremiste di Islam sono espressioni di una forma fanatica di teocrazia assoluta che opera sui principi della Sharia, cioè il codice di vita religiosa islamica del Jihad, che fa si che i musulmani, che crescono numericamente in modo rilevante, non possano essere integrati in una Europa che sembra dormire un sonno profondo e indisturbato, ignava circa le questioni religiose e spirituali. Da questo si può facilmente evincere come il futuro si prospetti inquietante. Quindi: "consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno" (Rm 13,11).

Noi, come Chiesa di Cipro, guardiamo con indicibile dolore dell’anima i drammatici e tragici fatti che hanno luogo, da molti anni, in Medio Oriente e specialmente nella nostro vicina Siria.
Soffriamo per le migliaia di anime che hanno fame, soprattutto per i bambini. E soffriamo molto di più per ogni anima che viene uccisa da mani fraterne.
Inoltre, soffriamo e siamo ansiosi per il futuro dell’ortodossia dalle profonde radici e la gloriosa storia presente nei nostri paesi vicini.
Parlando della situazione prevalente dei cristiani in Medio Oriente non posso non riferirmi al rapimento di due gerarchi prestigiosi, che probabilmente sono stati uccisi in modo così penoso.
Anche non posso non riferirmi all’arresto e sequestro di dodici innocenti monache ortodosse in un modo che provoca un dolore insopportabile. Facciamo notare che questo monastero, dove vivevano le monache, ha ospitato bambini orfani o profughi, che curavano come madri amorevoli. La sola constatazione della scorreria degli islamisti in quel centro cristiano di amore operoso e di calore e il loro rapimento davanti agli occhi impauriti di quei bambini, ci suscita orrore.
Ma se quello che sta accadendo nella nostra vicina Siria ci provoca dolore e disgusto, che dire della pilatesca stasi dei potenti della Terra? Cosa dire delle Nazioni Unite, che sono state fondate nel nome della pace e che si vantano della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e della lotta per essi?

Rimangono - purtroppo - semplici spettatori di ciò che sta accadendo nei nostri paesi confinanti. Come, naturalmente, sono rimaste semplici spettatori anche nel 1974, e continuano a rimanere tali ancora oggi nel dramma della nostra Patria, nella quale i turchi illegalmente occupano il 38% del nostro territorio e un totale di 520 nostre chiese, molte delle quali sono state distrutte.
Sollevo – pertanto - come Primate della Chiesa di Cipro, un grido di protesta e di dolore per la persecuzione inaccettabile e abominevole dei cristiani in Siria e negli altri paesi del Medio Oriente. E richiamo, dal profondo della mia anima, i governi dei popoli cristiani d'Europa, le persone che ricoprono le più alte cariche dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite e i leader dell’America perché diano seguito alle loro responsabilità nei confronti della popolazione cristiana del Medio Oriente, nei confronti della popolazione civile e dei bambini che sono condannati alla morte per fame e dolore.
Ad essi rivolgo un caldo appello ad agire in ogni modo possibile per consolidare la pace sia in Siria che in tutto il Medio Oriente, perché siano rispettate la libertà religiosa dei popoli e i nostri diritti umani.
Io rivolgo ancora loro l’appello a rendersi conto di questa grande verità storica. Quando un focolare di civiltà cristiana si estingue, allora si estingue anche una fonte inesauribile di luce spirituale e di nutrimento del mondo. Perché lo spirito del cristianesimo, che è celeste, è spirito di ogni tempo e universale. La sua aura rinfrescante ha la grazia e la forza per vivificare tutta l'umanità e per dare la possibilità di fiorire a dare frutti per sempre.
Se oggi si estingue la famiglia cristiana in Siria, domani avverrà a Cipro, dopodomani in Grecia, poi il buio spirituale regnerà in Europa e nel mondo intero.
Noi, però, siamo qui come rappresentanti della religione della Luce, dell'Amore e della Redenzione. E noi abbiamo il più alto dovere e la missione di portare la luce di Cristo e del suo amore e della sua pace ad ogni anima umana.
Impegniamoci tutti in questa direzione alla quale siamo obbligati.

Con i miei migliori auguri.

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