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VII stazione


 
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VII stazione
Tutto è compiuto

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò.
(Giovanni 19, 28-30)


Gesù ha avuto sete, ha sofferto, è stato insultato, è stato abbandonato. Lui è quello stesso Signore di cui dice il Salmo 50: "Se avessi fame, a te non Io direi: mio è il mondo e quanto contiene". Eppure, sulla croce, grida: "Ho sete". È l'espressione del suo abbassamento fino a dover chiedere da bere e a ricevere l'aceto, in cima a una canna. Ma prima di spirare, chinando il capo, dice una parola che non è quella di un vinto. E una parola che sembra regale: "Tutto è compiuto". Quel vinto, assetato e umiliato, è il Signore della storia, colui che ha offerto se stesso per i suoi amici nel mondo.

Nella confusione di quella vita e di quella gente che gli sta attorno, Gesù sa che tutto è compiuto. Tutto è compiuto: dopo queste parole inizia un tempo diverso. È il "dopo": "Ecco le cose di prima sono passate". È una esecuzione capitale e una morte tra milioni e milioni nella storia. Ma questa condanna e questa fine iniziano un'èra nuova. Dalle viscere della storia quel seme caduto e macerato continua a dare frutti di vita. Intorno restano il dolore, la sete, il silenzio e l'ingiustizia, ma la terra degli uomini non è abbandonata. Il seme caduto a terra dà frutto.

 


Duccio di Buoninsegna
Crocifissione (particolare)


   
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