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24/08/2017
Preghiera degli Apostoli

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7 Settembre 2015 09:30 | Museo Storico Nazionale

Intervento di Anouar Kbibech


Anouar Kbibech


Presidente del “Conseil Français de Culte Musulman” (CFCM), Marocco

Introduzione: le caratteristiche di un “mondo globale”:

Tra le principali caratteristiche della nostra epoca, ci sono:
-  un’apertura crescente tra le Nazioni,
-  un amalgama straordinario tra le culture, le idee e le correnti.

La chiusura delle Religioni, dei pensieri, delle culture, delle nazioni... non è più possibile ai nostri giorni.
Questa apertura è veicolata da diversi strumenti e da vari vettori:
-  la facilità di spostamento e di incontro;
-  la vitalità delle pubblicazioni e della loro diffusione;
-  la forte diffusione dei canali satellitari e dei social network che attraversano i continenti e si introducono in tutte le case, nelle città, nei villaggi, tra le montagne, ecc.

Tutti questi sviluppi rendono inevitabile l’interazione e l’amalgama tra le correnti di pensiero, quali che siano le loro appartenenze religiose o geografiche.

Oggi:
-  ciò che succede a Gaza è praticamente seguito “live” in tutte le periferie d’Europa;
-  le atrocità in Iraq o in Siria scuotono le capitali del monto intero;
-  l’immagine di un bambino di 3 anni restituito dal mare a Bodrum fa il giro del pianeta, attraverso i social network, in pochi secondi, suscitando un’emozione senza precedenti in tutti i popoli!


I – LA SFIDA DELL’”APERTURA”:

L’apertura richiesta alle Religioni in generale, e in particolare ai Musulmani, deve portarli a praticare e ad incoraggiare il dialogo tra di loro… e il dialogo con gli altri.

Questa apertura è alla base stessa delle relazioni umane… quale è stata voluta da Allah:

O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. (Sura delle Stanze Intime, 13)
Questo dialogo e questo scambio sono il miglior modo di far conoscere la natura e il messaggio di ogni Religione, in tutta serenità e tranquillità, lontano da ogni paura, da ogni pressione e pregiudizio
I credenti hanno bisogno di aprirsi verso la società in cui vivono, così come verso tutte le sue componenti religiose, culturali, sindacali, politiche, ecc.
Questa apertura deve anche partire dai valori comuni, per poi cercare di estenderli e di farli evolvere. Tra questi valori comuni, ci sono:
i valori morali condivisi tra le diverse Religioni,
le cause umanitarie giuste condivise con i militanti dei Diritti dell’Uomo, con ONG, sindacati o partiti politici…


II – LA SFIDA DELLA « DIVERSITA’ RELIGIOSA » :

La Diversità … è Dio che l’ha voluta:
La Pace e la convivenza sono basate sul rispetto e la reciproca comprensione:
La comprensione reciproca fa parte dei principi che sono i veri fondamenti delle nostre diverse tradizioni: l’amore per l’unico Dio e l’amore del prossimo.
Sul rispetto della diversità religiosa, Dio dice nel Santo Corano:
Ad ognuno di voi abbiamo assegnato una via e un percorso. Se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità. Vi ha voluto però provare con quel che vi ha dato. Gareggiate in opere buone: tutti ritornerete a Dio ed Egli vi informerà a proposito delle cose sulle quali siete discordi. (S.5, La Tavola Imbandita, v.48).

A questo proposito, i Musulmani francesi hanno sempre condannato con grandissimo vigore le atrocità che prendono di mira i Cristiani d’Oriente soltanto per il loro credo religioso.
L’Islam, religione di pace, di rispetto e di apertura, è profondamente attaccato alla libertà religiosa come stabilisce il versetto coranico: nessuna costrizione in religione.
Per questo, le minoranze religiose, in particolare cristiane ed ebree, hanno sempre vissuto in perfetta simbiosi con le popolazioni musulmane.
Come abbiamo sempre affermato che i Musulmani di Francia sono a casa loro in Francia, affermiamo con altrettanta forza che i Cristiani d’Oriente sono ugualmente a casa loro in Oriente, nei paesi musulmani di cui fanno parte integrante da due millenni.


III – LA SFIDA DELL’« ACCOGLIENZA DELL’ALTRO» :

Una tragedia umana senza precedenti si sta svolgendo sotto i nostri occhi in pieno Mediterraneo, culla della civiltà umana.
Infatti il mondo intero è stato scosso e scandalizzato dalle immagini di un bambino siriano arenato su una spiaggia turca!
Questo elettrochoc dovrebbe infine condurre ad una mobilitazione generale di tutti i paesi dell’Unione Europea, come anche di tutti i paesi musulmani dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC), per portare con urgenza l’aiuto umanitario necessario ai migranti.
Davanti all’ampiezza di questa ecatombe, bisogna anche curare alla radice i mali di cui soffrono l’Africa subsahariana e i paesi del Medio Oriente, che affrontano guerre e persecuzioni, miseria e fame, spingendo quindi le popolazioni civili povere a preferire correre il rischio di morire piuttosto che continuare a vivere in condizioni indegne e disumane.
Questo passa anche attraverso la protezione delle popolazioni più vulnerabili all’impatto del cambiamento climatico, permettendo loro di adattarsi a questo impatto, e prendendo in considerazione le perdite e i danni che sono stati causati loro.


IV – LA SFIDA DELLA « SALVAGUARDIA DEL PIANETA» :

La crisi climatica è una sfida spirituale e morale

Nell’ottica dell’accoglienza da parte della Francia della 21a Conferenza della Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21), la Conferenza dei Responsabili di Culto in Francia, ha preso la parola per condividere una convinzione comune:
Al di là delle problematiche tecniche, economiche e geopolitiche, la crisi climatica rappresenta una sfida spirituale e morale che dobbiamo cogliere tutti insieme in un “mondo globale”!
E’ in gioco innanzitutto il nostro rapporto con la Creazione, intesa come dono di Dio, e con la natura.
Avendo perso di vista la sua relazione con la natura e la sua intima interdipendenza con tutto ciò che la costituisce, l’Umanità ha fuorviato in un rapporto di dominio e di sfruttamento letale dell’ambiente.
Siamo dunque posti davanti alla sfida di ripensare e di abitare in un altro modo il nostro rapporto con la Creazione e con la natura.
Distruggendo l’ambiente, l’Umanità si distrugge essa stessa; preservandolo, preserviamo noi stessi, preserviamo il nostro prossimo e le generazioni future.
E’ chiamata in causa la nostra coscienza spirituale e morale.
Siamo posti davanti alla sfida di agire per la giustizia, di operare per la pace, di preparare con estrema urgenza un futuro sicuro e percorribile per i nostri figli, uscendo dall’era delle energie inquinanti e rivedendo i nostri modelli economici di produzione e di consumo illimitato.
Dobbiamo insieme fare appello ad un soprassalto delle coscienze verso un’azione climatica coerente e a una messa in discussione dei nostri atteggiamenti.

IN CONCLUSIONE:
Di fronte alle sfide dei fanatismi e degli estremismi di ogni parte, i Credenti e gli Umanisti di ogni cultura e di ogni religione hanno il compito di avvicinare le Comunità e i Popoli.
Non si tratta affatto di chiudersi in un “idealismo” tagliato fuori dalla realtà... ma di costruire “ponti”, laddove alcuni vorrebbero costruire “muri”!


 

#peaceispossible
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