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7 Settembre 2009 16:30 | Palazzo del Comune di Cracovia – Sala B

Contributo



Masamichi Tanaka


Direttore del Dipartimento Internazionale Oomoto, Giappone

Il sostegno della Oomoto per l’abolizione della pena di morte

Masamichi Tanaka, Oomoto
7 Settembre 2009


La Fondazione Oomoto si è apertamente opposta alla pena di morte per otto decenni. A partire dal 1930 Onisaburo Deguchi, il co-fondatore della Oomoto, ha cominciato a promuovere l’abolizione della pena capitale. “E’ giusto abolire la pena di morte” – ha affermato – “e lo scopo di una giustizia verso chi commette crimini dovrebbe essere il pentimento non la vendetta. Se uccidiamo il criminale, allora lui non potrà essere recuperato. Quando si ripaga l’omicidio con l’omicidio si fa vendetta e ciò è contrario all’amore divino ed è molto dannoso”.


Onisaburo ha predicato che “agli occhi di Dio la vita di un uomo è più pesante del peso della terra”. L’uomo è composto dallo spirito e dal corpo ed entrambe sono distribuite da Dio – la parte spirito e la parte corpo – come parte del Creatore dell’universo. Per questo noi tutti siamo chiamati “figli di Dio” e “templi di Dio”.


Ogni essere umano è prezioso e irripetibile, unico nel grande universo. Lo scopo delle nostre vite nel mondo è di servire lo sviluppo sociale e il benessere pubblico e di coltivare ed elevare la nostra spiritualità. Il suicidio e l’omicidio sono gravi offese nei confronti di Dio. L’uomo ha una nobile missione, lavorare per la Divina Provvidenza  per conto di Dio fino alla fine della sua vita, accumulando buone virtù.


Per la Oomoto, l’idea di abolire la pena di morte è alimentata dal credere nell’immortalità dell’anima. Il pentimento dell’uomo durante la sua vita in questo mondo è la salvezza dello spirito. Deriva dalla misericordia e dal perdono di Dio, ed è basato sul concetto di amore divino per la salvezza di tutta l’umanità.


Per molti anni, noi alla Oomoto abbiamo dato sostegno con tutto il cuore all’abolizione della pena di morte nel nostro paese e altrove. In Giappone abbiamo incoraggiato il Diet, il nostro parlamento, a prendere iniziative per l’abolizione della pena di morte. In particolare abbiamo sostenuto i Membri della Lega del Diet per l’Abolizione della Pena di Morte, e ripetutamente li  abbiamo stimolati a presentare un atto per l’introduzione dell’ergastolo, per la creazione di una commissione di studio presso il Diet sul sistema attuale che prevede la pena di morte, su materie collegate.


Il più grave limite della pena di morte è la tragedia determinata dalla condanna di innocenti e ci sono molti esempi di questo. Fintantoché questo sistema continua, l’assassinio di un cittadino innocente a causa del giudizio erroneo del governo è ancora legale. Ma è difficile accettare questa infrazione dei diritti umani nella nostra società civilizzata del 21° secolo.
La Oomoto ha un’esperienza diretta sulla questione delle false accuse. E’ stata soppressa due volte prima della II Guerra Mondiale dalle autorità nazionali giapponesi. Il secondo “incidente Oomoto” ha avuto inizio nel 1935 ed è durato dieci anni, ed è stato l’esempio più grave di repressione religiosa nella storia giapponese moderna. A quel tempo il governo giapponese era ultra-nazionalista. La Oomoto si richiamava al credo nell’ “amore divino” e che “tutte le religioni sorgono dalla stessa fonte” e predicava dottrine di pacifismo, internazionalismo e universalismo. Questo ha fatto sorgere i sospetti delle autorità che diedero vita a un piano per cancellare la Oomoto dalla faccia della terra.Arrestarono molti seguaci e leader della Oomoto con il sospetto di violare il Mantenimento dell’Atto sull’Ordine Pubblico e lesa maestà. Mentre era in corso un processo, la proprietà Oomoto venne confiscata e più di 100 edifici religiosi e templi vennero distrutti.


Più di 3000 fedeli Oomoto sono stati arrestati in tutto il paese. Onisaburo Deguchi e altri leader sono stati detenuti e trattenuti per anni in attesa di processo. Molti sono stati torturati a morte. Sumiko Deguchi, seconda Guida Spirituale e moglie di Onisaburo, ha trascorso sei anni e quattro mesi in prigione, ed era l’unica donna prigioniera. Nel corso dell’interrogatorio un poliziotte le disse “la tua famiglia non può sfuggire alla pena di morte”.Nel darle una tazza d’acqua un poliziotto le disse: “questa è la tua ultima tazza d’acqua in questo mondo”.


Questo procedimento si basava su un’accusa intenzionalmente falsa fatta dallo stato. Onisaburo Deguchi ed altri furono riconosciuti non colpevoli di violazione dell’Atto sul Mantenimento dell’Ordine Pubblico durante un secondo processo che si svolse nel 1942. La Corte Suprema ha diffuso un giudizio di completa innocenza nel 1945. Anche l’accusa di lesa maestà venne derubricato entro la fine della guerra e l’incidente completamente risolto.


La miseria causata da queste false accuse non può essere descritta. Il dolore e la tristezza di ogni famiglia che aveva perso uno dei suoi membri a causa della tortura era profondamente seria. Molti dei membri attualmente attivi della Oomoto hanno avuto genitori o progenitori tra coloro che furono arrestati e torturati. Il dolore dei sospetti, che erano stati falsamente accusati, e i cuori feriti della famiglia non possono essere rimarginati.


C’è stata anche una crudele campagna di stampa che accusava la Oomoto di paganesimo. Tutti i credenti Oomoto dovevono nascondersi e sfuggire lo sguardo gelido della gente. Ci sono stati dei credenti che hanno dovuto interrompere i rapporti con le loro famiglie. Per alcuni era estremamente difficile avere sufficienti mezzi di sostentamento a causa della discriminazione ed alcuni sono stati allontanati dalle case affittate. I loro figli erano insultati dagli insegnanti e gli amici gettavano pietre contro di loro solo per il fatto di essere dei seguaci Oomoto. Tuttavia non incolpiamo il governo per questa violenza contro la Oomoto; li abbiamo perdonati e non serbiamo più rancore. Speriamo solo che gli errori del passato siano corretti dalle generazioni presenti e future. Noi seriamente speriamo di realizzare una vera società civile così che simili tragedie non si ripetano.


L’opinione pubblica in Giappone è attualmente favorevole alla pena di morte in parte a causa di orrendi crimini che si sono verificati di recente come gli infanticidi. La gente naturalmente nutre risentimento verso i criminali e nutre simpatia verso le vittime. Come religiosi osservanti comprendiamo questi sentimenti anche se non possiamo accettare la pena di morte che sottrae arbitrariamente la vita a un essere umano. L’uomo non deve uccidere altre persone. La società deve abbracciare questa etica. L’abolizione della pena di morte è una pietra miliare posta lungo la strada che conduce a una società nella quale la gente apprezza tutte le vite.


Molti dei problemi nel sistema giapponese della pena di morte si asserisce siano peculiari del Giappone. Uno di questi problemi è il fatto che le notizie e le informazioni sulla pena di morte sono tenute in assoluta segretezza. La gente non è informata da un’informazione oggettiva sul trattamento dei criminali condannati o sulla crudeltà dell’esecuzione. Alcune persone sottolineano l’esistenza di problemi strutturali nel sistema giudiziario ovvero il processo, la detenzione e l’amnistia e il fatto che l’investigazione criminale fatta dalla polizia e dagli inquirenti non rispetta i diritti umani.


Siamo incoraggiati dal fatto che un nuovo sistema di giudizio penale del cittadino è stato introdotto lo scorso maggio in Giappone. Si tratta di un sistema simile a quello della giuria popolare in altri paesi. Un solo giudice non potrà più esprimere da solo il suo giudizio nel caso di crimini capitali. Da adesso in poi membri della società civile prenderanno parte ai processi e costoro si troveranno ad affrontare il problema della pena di morte. Speriamo che tutto ciò potrà guidare il dibattito pubblico sulla materia verso una soluzione positiva.


Noi alla Oomoto continueremo a spingere i nostri membri che sono stati eletti al Diet affinché lavorino per l’abolizione della pena di morte in Giappone. Noi speriamo che il dibattito pubblico in corso sull’abolizione della pena di morte sia aperto, approfondito, onesto e abbia successo nell’arginare il numero eccessivo di condanne capitali.
 


Cracovia 2009

Il saluto di papa Benedetto XVI all'Angelus


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