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7 Settembre 2009 16:30 | Filharmonia Krakowska

Intervento



Serapio Rukundo


Ministro dei Beni Culturali, Uganda

L’Africa attrae investimenti e capitali, ma allo stesso tempo molti aspetti di questo continente che dovrebbero essere di grande interesse per gli investitori stranieri sono poco conosciuti. Molte nazioni africane hanno già fatto molto per creare delle condizioni più favorevoli al mercato e per promuovere sia gli investimenti locali che quelli stranieri, in particolare molti paesi hanno fatto dei progressi notevoli verso una stabilità politica ed economica contrastando allo stesso tempo la corruzione. In Uganda, e in maniera simile in molte altre nazioni africane, abbiamo registrato durante gli ultimi 23 anni dei consistenti miglioramenti economici e politici:
•    abbiamo una buona struttura di governo che assicura il cambiamento della leadership politica attraverso elezioni ogni 5 anni,
•    l’Uganda è una delle nazioni più liberali per gli investimenti di capitali stranieri ed è già sede preferita sia da molte aziende leader a livello mondiale che da organizzazioni internazionali.
•    L’inflazione è sotto controllo ed è stata mantenuta a livello di cifre singole
•    La maggior parte delle attività economiche sono completamente liberalizzate ed aperte ad investimenti stranieri.
•    Gli investimenti possono essere al 100% provenienti dall’estero, non ci sono restrizioni al riguardo come pure rispetto alla rimessa dei dividendi.
•    Lo scellino ugandese ha una sua quotazione di cambio ed è rimasto stabile negli ultimi anni. Il mercato dei cambi estero è ora completamente liberalizzato in seguito ad una mossa per liberalizzare le transazioni di conto capitale nel 1997.

Coloro che investono senza intermediari in Africa hanno bisogno di differenziare. Bisogna guardare all’Africa regione per regione, nazione per nazione, settore per settore e opportunità per opportunità. Come in altri continenti, ci sono opportunità di investimenti vantaggiosi che devono essere sfruttate se vogliamo parlare delle trasformazioni sul continente. Il profitto degli investimenti che si possono fare in Africa non ha confronto altrove.

Tuttavia, una strategia di lungo termine per un buon rapporto con gli investimenti internazionali in Africa dovrebbe essere quella di porre delle regole e di promuovere investimenti stranieri basati sulle abilità, ciò diventa necessario per accrescere la qualità degli investimenti provenienti dall’estero. Allo stato attuale, la parte preponderante degli investimenti stranieri è semplicemente la ricerca di risorse e di mercato. Sono molto limitati gli investimenti che ricerchino l’efficienza, se si escludono pochissime destinazioni in tutto il continente.

Sappiamo che persone straniere che investono in Africa possono aiutarci ad integrarci meglio con i mercati sia a livello mondiale che all’interno del nostro stesso paese. Oltre alla tecnologia e alla competenza che di solito gli stranieri portano con sé, gli investimenti di capitale straniero offrono anche in prospettiva la possibilità di diversificare la base industriale e le esportazioni; grazie a tutto questo l’Africa si trasformerà nel lungo periodo.

Le nazioni africane si stanno aprendo in maniera sorprendente al commercio internazionale, questa oltre ad essere una buona notizia è anche un fatto importante perché contrasta le analisi economiche più convenzionali.

La dipendenza di molte economie africane dall’esportazione di una serie limitata di beni, generalmente soggetta ad un declino costante in termini di commercio e a frequenti shock, è una delle debolezze sostanziali che ostacolano gli sforzi dell’Africa per integrarsi con l’economia globale.

Competenza, tecnologia e mercato che arrivano con gli investimenti di capitali stranieri potrebbero invertire questo trend a lungo andare.

Crediamo che il commercio è il meccanismo più accessibile per assicurare uno sviluppo sostenibile nelle nazioni in via di sviluppo, soprattutto nell’Africa sub-sahariana.

Mentre aiuti e finanziamenti per lo sviluppo dei paesi possono essere utili in un periodo a breve termine come misura contenitiva per risolvere un problema temporaneo, a lungo termine rischiano di generare una seria dipendenza, poiché tendono a scoraggiare gli sforzi e le iniziative delle popolazioni delle nazioni che ricevono gli aiuti e possono anche erodere la loro fiducia nella possibilità di una trasformazione in senso positivo.  Per questo è importante che i paesi sviluppati concedano ai prodotti provenienti dalle nazioni meno sviluppate un significativo accesso al mercato in condizioni realmente liberalizzate e libere proprio per l’elevato potere di acquisto delle persone che vivono in quelle stesse nazioni sviluppate. L’aumento delle esportazioni avrebbe come conseguenza la crescita dell’occupazione, cioè dei posti di lavoro con un parallelo miglioramento delle entrate. Ci sarebbe così la possibilità di sostenere quelle strategie politiche volte allo sradicamento della povertà in molte nazioni africane. Un maggiore gettito di entrate si tradurrebbe in migliori standard di vita  con coerenti trasformazioni positive.

Fortunatamente per noi in Uganda, molte cose sono andate per il verso giusto tanto da attrarre capitali e favorire investimenti; ciò di cui ora abbiamo bisogno è vedere quale sarà il tipo di trasformazione che produrranno.

Le strategie  politiche dell’Uganda hanno portato all’istituzione di diverse imprese dedicate a progetti di vario genere da quelli nel settore agricolo e per la trasformazione di prodotti agricoli, nel settore manifatturiero, turistico, così pure nel campo dell’energia, della pesca, delle telecomunicazioni e altri ancora.

Sin da quando il National Resistance Movement ha preso il governo della nazione, l’Uganda ha registrato crescente stabilità a livello macroeconomico derivante dall’avvio nel 1987 del cosiddetto “Programma di riforme economiche”. Abbiamo registrato un notevole progresso e la povertà è diminuita. C’è ora un’economia liberale e un normale regime di scambio con l’estero con tassi di cambio stabili dettati dal mercato stesso, senza nessuna restrizione sia per quanto riguarda il movimento di capitali che la proprietà delle ditte commerciali.

Opportunità di investimento/affari in Africa

In Africa le opportunità commerciali che riguardano l’esportazione comprendono:
1.    l’estrazione mineraria e le industrie collegate;
2.    l’agricoltura e il commercio dei prodotti agricoli;
3.    l’energia e l’ elettricità;
4.    le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
5.    l’istruzione.

L’Africa offre, inoltre, agli investitori:
i.    elevati tassi di profitto;
ii.    accesso ai mercati regionali e ampliamento dell’offerta nei mercati locali;
iii.    opportunità di mercato – AGOA (Patto per lo sviluppo e le opportunità dell’Africa)
iv.    abbondanti risorse naturali e minerarie
v.    costi di lavoro relativamente più bassi

Abbiamo la responsabilità come leader africani di spezzare il fardello pesante del colonialismo quando le leggi economiche imposte dalle nazioni colonizzatrici consideravano l’Africa un produttore di materie prime; essa doveva fornire beni agricoli e minerari mentre le nazioni sviluppate si specializzavano nei prodotti finiti.

Il dinamismo intra-regionale in Africa attraversa attualmente un periodo di forte crescita e crediamo che potremmo sfruttare meglio il mercato delle esportazioni migliorando le possibilità di spostamento della manodopera, dei beni e dei servizi.

Vi ringrazio.


Cracovia 2009

Il saluto di papa Benedetto XVI all'Angelus


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