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Se l'esecuzione avrà luogo, Wanda Allen sarà la prima donna nera messa
a morte negli Stati Uniti dal 1954. L'ultima condanna a morte di
una donna nera in Oklahoma risale invece al 1907. Una portavoce
degli istituti carcerari dell'Oklahoma si è limitata a dire che
Jackson era stato arrestato, ma non ha dato altri dettagli. Il
portavoce del reverendo ha raccontato che Jackson era stato
arrestato per aver tentato di entrare nel Mabel Basset
Correctional Center, dove è detenuta la donna. Il suo rilascio è
previsto per la giornata di oggi.
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Il
boia dunque non si ferma: altre esecuzioni si preparano per questo
mese, in Texas, nella Carolina del Nord, in Tennessee e in
Missouri. E tuttavia il movimento per una moratoria sta acquistando
peso e rispetto. Per di più l'eco enorme che la pena di morte made
in Usa nel resto del mondo ha spinto alcuni opinionisti e
legislatori a chiedersi se il danno all'immagine e all'autorità
del Paese sul palcoscenico internazionale non sia arrivato a
livelli pari al danno che causò negli anni Cinquanta il
segregazionismo razziale: «Ogni iniezione letale attira
sull'America lo sguardo severo del resto del mondo - ha scritto
sull'autorevole rivista Civilization la costituzionalista Mary
Dudziak -. La nostra fissazione per la punzione estrema ci priva
ogni giorno di più del diritto di criticare le ingiustizie negli
altri Paesi». Sono solo piccoli segnali, ma rappresentano già un
balzo avanti rispetto a pochi anni fa, quando le voci di protesta
erano poche, fievoli e timide.
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