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Comunità di Sant'Egidio
Il
Senato vota una risoluzione sulla moratoria, facendo proprio lo spirito
della campagna promossa dalla Comunità di Sant’Egidio
Venendo
incontro alle richieste presentate dalla Comunità di Sant’Egidio, il
18 ottobre il Senato belga ha votato all’unanimità (con l’astensione
del solo “blocco fiammingo”) una risoluzione in cui chiede ai Paesi
mantenitori di attuare una moratoria della pena di morte.
La
richiesta del Parlamento belga riveste una particolare importanza perché
arriva proprio mentre il Belgio ha la presidenza di turno dell’Unione
Europea ed in questa prospettiva il Governo belga potrebbe farsi promotore
di un’iniziativa che ponesse la proposta di moratoria in agenda per i
lavori della stessa U.E., ma anche dell’Assemblea Generale dell’ONU.
Già
lo scorso 11 luglio in un discorso al Parlamento Europeo il Primo Ministro
belga Michel poneva tra i punti qualificanti del programma relativo al
semestre di presidenza belga, proprio la questione della pena di morte ed
affermava, invitando l’Europa a sostenere unanimemente tale battaglia:
“ … solo una Unione forte e determinata nel parlare all’unisono sarà
in grado di convincere i membri della comunità internazionale a muoversi
verso l’universalizzazione degli strumenti internazionali oggi
esistenti, in aree come la pena di morte, ….”
“Only
a strong, determined Union speaking in unison will be able to claim to
persuade the members of the international community to move towards the
universalisation of the existing international instruments in areas such
as the abolition of the death penalty…”
Ed
oggi il Parlamento belga è concorde nell’affermare che se il momento è
delicato e l’attenzione internazionale appare concentrata sugli eventi
dell'11 settembre e le
ripercussioni che essi hanno avuto ed avranno, il dibattito
sull’abolizione della pena di morte deve poter trovare un suo spazio, in
un processo irreversibile ed inarrestabile che porterà all’abolizione
della pena di morte gradualmente in tutti i Paesi del mondo.
Proprio
in tema di pena di morte e di moratoria il Senato belga si doterà, in
analogia con il Senato italiano, di un proprio codice per mettere in atto
la cosiddetta "diplomazia parlamentare", così da sfruttare al
massimo ogni contatto con i Parlamenti degli altri Paesi, per sostenere la
proposta di moratoria, a tutti i livelli, come peraltro auspicato in un
convegno tenutosi ad Assisi nello scorso luglio con la partecipazione di
molti esponenti dei Parlamenti nazionali europei.
Attraverso
tale iniziativa il Senato belga ha inteso offrire un segnale
inequivocabile di fermezza nella difesa dei diritti umani, lungo il
cammino intrapreso con la campagna internazionale promossa della Comunità
di Sant’Egidio, che ha visto la raccolta di più di 3,5 milioni di firme
presentate al Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan nello scorso
dicembre.
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