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GIORNALE RADIO RAI
18/02/02
In diretta al giornale radio rai la voce di Safyia.
Per riascoltarla, basta ciccare in basso alla pagina http://rainet.tiscali.it/esteri/article/20020218/9738.html
Parla la donna nigeriana condannata a morte per
adulterio
La speranza di Safiya
In attesa di giudizio da una corte islamica, la donna
intervistata in esclusiva dall'inviato del giornale radio
“Spero con tutta me stessa che venga fatta giustizia
per me e per tutte le donne del mio paese. Non so come è dalle altre
parti, ma per quelle dell’Africa, la situazione dovrà cambiare in
meglio”, ha risposto così Safiya a una delle domande dell'intervista in
esclusiva all’inviato in Nigeria del giornale radio, Leopoldo Innocenti.
Safiya Tungar-Tudu, 30 anni, la donna riconosciuta
colpevole di adulterio e condannata a morte con lapidazione da una corte
islamica dello Stato di Sokoto nel nord-ovest della Nigeria, ha fra l'altro
ringraziato tutti coloro che le hanno dimostrato solidarietà da ogni parte
del mondo, compresa l 'Europa
e l' Italia.
“Europa? Io non so dove sia e nemmeno l’Italia so
dove è, ha affermato la donna, che ha aggiunto: "Mi hanno detto che
persone di quei posti, di quei paesi, mi hanno aiutata. Ringrazio tutti.
Auguro a tutti prosperità perché forse grazie anche a loro avrò salva la
vita”. Safiya infatti, condannata alla pena capitale
il 9 ottobre scorso dalla corte suprema della Charia di Gwadabawa,
dovrebbe essere sotterrata fino al collo e colpita con le pietre fino a che
non morirà, se la sentenza sarà confermata.“Spero con tutta me stessa
che venga fatta giustizia per me e per tutte le donne del mio paese. So che
si sono interessate al mio caso molte organizzazioni umanitarie. E’
commovente”, ha detto la donna nigeriana al microfono dell'inviato del
giornale radio.
La donna infatti è in attesa di giudizio e per il
momento l'esecuzione che la riguarda è stata sospesa in attesa dei
risultati dell'inchiesta aperta dalla commisione nigeriana per i diritti
umani.
Alla domanda dell'inviato se: “Dopo il caso Safiya,
cambierà la posizione delle donne in Africa?”, la donna ha risposto:
"Ho subito boicottaggi e angherie. Spero che tutto non sia successo
per niente. Non sia successo invano. Sono state anche le donne a darmi
forza per combattere. Io non lo so come è da altre parti, ma per quelle
dell’Africa la situazione dovrà cambiare in meglio. Ringrazio tutte le
donne del mondo”.
Come musulmana, Safiya ha anche detto che: “La
Charia, specie in questa zona del Nord, è qualcosa che non si può
cancellare d’un tratto. Io potrei crederci, se questa legge fosse basata
su reali fondamenti di giustizia perché così come vogliono applicarla,
non corrisponde a come dice il Corano e mi hanno detto che non prevede la
lapidazione”.
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