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Comunità di Sant'Egidio


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NO alla Pena di Morte
Campagna Internazionale

Comunità di Sant'Egidio

 

COMMISSIONE STRAORDINARIA PER LA TUTELA E LA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI

MERCOLEDI' 9 OTTOBRE 2002

34ª Seduta

Presidenza del Presidente

PIANETTA

Intervengono, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant'Egidio, Stefania Tallei, responsabile della campagna per la moratoria internazionale della pena di morte, Sergio Benedetti e Marina Ceccarelli, membri del gruppo di lavoro sulla pena di morte.

La seduta inizia alle ore 13,45.

PROCEDURE INFORMATIVE

Seguito dell'indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti nella realtà internazionale: seguito dell'audizione dei rappresentanti della Comunità di Sant'Egidio sul tema della lotta contro la pena di morte nel mondo

Riprende l'indagine conoscitiva, sospesa nella seduta dello scorso 3 ottobre, e l'audizione della Comunità di Sant'Egidio, interrotta per impegni concomitanti dei senatori nella seduta dello scorso 25 settembre.

In apertura di seduta, il presidente PIANETTA ringrazia Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant'Egidio, e gli altri membri della Comunità per aver voluto con la loro presenza dare un ulteriore contributo ai lavori della Commissione. La seduta di due settimane fa, durante la quale ha avuto luogo la prima parte, per così dire, dell'audizione, ha offerto spunti di notevole interesse: alcune delle sollecitazioni avanzate dalla Comunità di Sant'Egidio in quella sede sono state accolte dalla Commissione. Informa di avere infatti scritto al direttore generale della RAI per rendere possibile una nuova campagna pubblicitaria in televisione contro la pena di morte, così come avvenuto nella scorsa estate. Sono inoltre stati compiuti dei passi in avanti sulla questione di Amina Lawal Kurami, la cittadina nigeriana che rischia la lapidazione nel suo paese per adulterio, iniziative che insieme alle altre adottate a livello internazionale e in Italia hanno portato il Presidente della Nigeria Obasanjo ad escludere che la lapidazione possa avere effettivamente luogo. Non è escluso che a breve una rappresentanza della Commissione possa effettuare una missione in Nigeria per giungere più rapidamente alla soluzione del doloroso caso. Il presidente Pianetta ricorda che nella seduta del 25 settembre, inoltre, Don Angelo Romano ha affrontato la questione dell'impegno della Comunità di Sant'Egidio nella zona dei Grandi Laghi che è al centro degli interessi della Commissione.

Mario MARAZZITI, nel ringraziare la Commissione per aver voluto dare così rapidamente seguito alla precedente audizione del 25 settembre, ricorda che a Comunità di Sant'Egidio ha avuto l'assenso delle principali associazioni che partecipano alla World Coalition against Death Penalty per proclamare il prossimo 30 novembre la Prima Giornata Mondiale contro la pena di morte. Nel corso di quel giorno verranno promosse iniziative contro l'impiego della pena capitale nel mondo e sarebbe opportuno avere una adesione ufficiale della Commissione per i diritti umani del Senato, nella forma che volesse ritenere più opportuna. Ricorda inoltre l'iniziativa Città per la vita, in base alla quale città simbolo o anche città minori vengono chiamate a pronunciarsi apertamente contro la pena di morte: il progetto abbraccia ormai città anche molto distanti fra loro, come Roma, Londra o Bogotà. Forse si potrebbe pensare ad una lettera del presidente della Commissione per i diritti umani con la quale chiedere l'adesione all'iniziativa di nuove città. Marazziti richiama inoltre l'attenzione sull'iniziativa di costituire un fondo per la difesa legale dei condannati a morte. Quanto alle iniziative immediatamente operative, la prima è quella di promuovere una consistente mobilitazione internazionale contro la condanna a morte dei minori adottando anche casi simbolo, come quello di Dominique Green, afro-americano da otto anni nel braccio della morte a Livingstone. Altro fronte importante di impegno è rappresentato dai condannati a morte rivelatisi successivamente innocenti: siamo ormai a ben 100 casi di questo genere e sempre più si avverte l'esigenza di adottare iniziative pregnanti in merito. Si potrebbe ad esempio pensare ad uno studio che affronti compiutamente la materia registrando singoli casi e proponendo possibili soluzioni. In questo come in altri ambiti dell'impegno contro la pena di morte diviene ogni giorno più importante collegarsi ad iniziative sorte anche in paesi fino ad oggi considerati da questo punto di vista "minori". E' il caso dell'associazione uzbeka di madri e giuristi, che è riuscita ad evitare 8 esecuzioni capitali. Inoltre occorrerebbe
appoggiare l'iniziativa dei 122 parlamentari giapponesi che mirano a far approvare per legge l'abolizione della pena di morte in quel paese. In Corea del Sud è in corso una iniziativa analoga, sicché si potrebbe immaginare di legare le iniziative sorte in Giappone, in Corea, in Uzbekistan e nelle Filippine, dove recentemente è stata adotta una moratoria delle esecuzioni per dare vita ad una sorta di iniziativa asiatica contro la pena di morte. Da ultimo Marazziti ricorda il dato negativo emerso proprio in questi giorni sul numero delle esecuzioni in Iran: ben 295 dall'inizio dell'anno.

 

La senatrice DE ZULUETA ricorda come il numero di 295 sia attendibile in quanto fa riferimento ad organi ufficiali di stampa. Ricorda inoltre come la mobilitazione internazionale abbia consentito di evitare la lapidazione di Safiya in Nigeria e, forse, permetterà di salvare la vita ad Amina. Non bisogna però dimenticare che nello scorso anno due persone sono state lapidate in Iran - si tratta di dati conosciuti, forse la realtà è peggiore - altre quattro corrono lo stesso rischio quest'anno.

Il presidente PIANETTA, nel ringraziare la senatrice De Zulueta per questa precisazione, sottolinea l'esigenza di affrontare l'argomento in un  prossimo ufficio di presidenza della Commissione.

 

Il senatore MARTONE mette in evidenza come andrebbe approfondita la questione sollevata nell'audizione della scorsa settimana con l'OIM del rischio che corrono le prostitute nigeriane rimpatriate di essere lapidate nel loro paese. Anche il senatore

FORLANI chiede di avere ulteriori notizie in merito.

La dottoressa TALLEI, della Comunità di Sant'Egidio, rammenta che avendo gli Stati del nord della Nigeria adottato la Sharìa da non molto, non vi sono ancora su questo punto dati certi e affidabili. Peraltro la questione delle espulsioni delle prostitute nigeriane, con i relativi rischi nel loro paese, è aperta anche in altre nazioni europee.

 

Mario MARAZZITI sottolinea come il rischio della lapidazione sia effettivo e reale malgrado, nella maggior parte dei casi l'espulsione dal nostro paese sia dovuto alla mancanza di un titolo valido della ragazza nigeriana per restare in Italia, e quindi ufficialmente non venga a galla l'attività di prostituta.

 

La senatrice DE ZULUETA rammenta come nella seduta della scorsa settimana sia stato affrontato il problema di realizzare un monitoraggio sul modo in cui è stato applicato l'articolo 18 della legge sull'immigrazione. Ricorda come la Commissione Antimafia abbia in passato effettuato un simile lavoro dal quale era emerso lo stato di profonda impreparazione delle forze di polizia

 

Il senatore IOVENE auspica che la Commissione voglia attivarsi perché, nel redigere il regolamento attuativo della legge Bossi-Fini, il Governo tenga adeguatamente conto delle esigenze connesse ai diritti degli immigrati; si augura anzi che la Commissione adotti le misure più opportune perché il testo del regolamento, prima di divenire definitivo, venga sottoposto alla Commissione stessa.

 

Il senatore MARTONE ricorda come il Consiglio Europeo abbia approvato le linee guida sul trattamento degli immigrati proponendo l'istituzione di un ombudsman, un difensore civico, e immaginando possa essere prevista, nei primi giorni della loro permanenza, una forma di assistenza legale

 

Mario MARAZZITI richiama l'attenzione sul fatto che nel mondo del lavoro si verificano spesso abusi nei confronti degli immigrati: in sostanza i datori di lavoro pur di restare nel sommerso licenziano i lavoratori immigrati rifiutandosi di regolarizzarli. Bisognerebbe immaginare forme di auto-contribuzione degli immigrati ed un permesso di permanenza in Italia "in cerca di lavoro".

 

La senatrice BONFIETTI, richiamandosi alle iniziative in corso contro la pena di morte illustrate da Mario Marazziti in apertura di seduta, sottolinea l'importanza di valorizzare con opportune iniziative la data del 30 novembre, Prima Giornata Mondiale contro la Pena di Morte.

 

Il presidente PIANETTA, ringrazia i rappresentanti della Comunità di Sant'Egidio per gli ulteriori elementi di riflessione che hanno portato all'attenzione della Commissione che intende tutti i suggerimenti come passaggi necessari per giungere alla scadenza del settembre 2003 quando si spera sarà possibile presentare una risoluzione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla moratoria universale delle esecuzioni.

 

CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE

 

Il presidente PIANETTA informa che la Commissione è convocata domani, giovedì 10 ottobre, alle ore 14 presso l'Aula della Commissione Difesa, per l'audizione, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani vigenti nella realtà internazionale, di alcuni rappresentanti di minoranze religiose sulla situazione dei
diritti umani in Cina e in Vietnam.

 

La seduta termina alle ore 14,30.