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CINA: VERSO RIFORMA PENALE E ABOLIZIONE PENA MORTE PER RISPETTARE TRATTATI INTERNAZIONALI FIRMATI PECHINO, 13 OTT - La Cina deve riformare il suo codice di procedura penale per rispettare i Trattati internazionali che ha firmato e andare gradualmente verso l' abolizione della pena di morte. Lo ha detto il vicepresidente della Corte Suprema del Popolo, Huang Songyu, citato oggi dall'agenzia d' informazione Nuova Cina. In una dichiarazione analoga, rilasciata sei mesi fa, il presidente della Corte Xiao Yang aveva affermato che il governo cinese restituira' alla Corte Suprema l'esclusivita' della conferma delle condanne a morte. Attualmente, 300 tribunali provinciali sono abilitati a giudicare in ultima istanza i ricorsi dei condannati alla pena capitale. La primavera scorsa il deputato all' Assemblea Nazionale del Popolo (Parlamento) Chen Zhonglin ha detto ogni anno in Cina vengono eseguite 10.000 condanne a morte, cinque volte il numero totale delle esecuzioni capitali nel resto del mondo. Chen, che proviene dalla municipalità di Chongqing, e' uno dei 41 deputati che hanno proposto che il potere di condannare a morte venga restituito in esclusiva alla Corte Suprema cinese, come e' stato fino al 1983. Con la sua denuncia, il deputato ha confermato le cifre calcolate negli anni passati da studiosi e gruppi umanitari. La Cina non fornisce informazioni ufficiali sulle condanne a morte, considerate come segreti di Stato. Nella sua dichiarazione di oggi, il vicepresidente Huang Songyu ricorda che la Cina ''deve intraprendere una revisione della sua legislazione dopo aver firmato, nel 1996, la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, poi quella sui diritti civili e politici nel 1998 e dopo aver introdotto - in marzo - nella sua Costituzione una clausola sulla difesa dei diritti dell'uomo''. Il numero dei ''criminali'' messi a morte e' cresciuto negli anni scorsi in rapporto diretto con le periodiche ''campagne politiche'' lanciate dal Partito Comunista che, stando alla lettera della legge, non dovrebbe avere alcuna voce in capitolo. Nell'ultima riforma del codice penale, che risale al 1997, il reato piu' ''politico'', quello di ''crimine controrivoluzionario'', e' stato abolito. In sua sostituzione, e' stato pero' introdotto quello di ''minaccia alla sicurezza nazionale'', che suscita preoccupazioni tra esperti e attivisti dei diritti umani. I reati per i quali puo' essere comminata la condanna a morte sono 68: tra questi ci sono un buon numero di crimini ''economici''. Seguendo lo sviluppo dell' economia cinese, nella quale oggi un ampio settore privato convive con quello pubblico ''socialista'', i crimini in questo settore si sono moltiplicati, cosi' come le condanne a morte: si tratta di una delle tante ''particolarita''' del sistema cinese, dato che negli altri paesi nei quali e' in vigore la pena di morte, questa si applica solo per gravi reati di sangue. |
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