Comunità di S.Egidio

O almoço de Natal
da Comunidade de Santo Egídio



“Quando deres um almoço ou um jantar, não convides os teus amigos, nem os teus irmãos, nem os teus parentes, nem os teus vizinhos ricos; não vão eles também convidar-te, por sua vez, e assim retribuir-te. Quando deres um banquete, convida os pobres, os aleijados, os coxos e os cegos. E serás feliz por eles não terem com que te retribuir; ser-te-á retribuído na ressurreição dos justos.” 
(Lc 14, 12-14)


Almoço de Natal na Basílica 
de Santa Maria em Trastevere Roma

Una festa larga come il mondo

La festa negli anni si è andata allargando, come per un benefico contagio, e ha raggiunto anche tanti paesi del Sud del mondo in tutti i continenti.

Feste belle, in molti casi organizzate con pochissimi mezzi e con un grande impegno da parte di giovani che vivono per lo più in situazioni di povertà e di conflitto.

In America circa 4000 persone hanno fatto festa in Salvador, Messico, Argentina, Guatemala e anche a Cuba, dove gli adolescenti del Paese dell’Arcobaleno hanno organizzato e animato un pranzo per gli anziani.

A Cochabamba, in Bolivia, alcune ragazze della Comunità si recano nel carcere femminile dove molti bambini sono detenuti insieme alle madri. Queste donne, povere e a volte analfabete, sono spesso sole e incapaci di farsi carico della crescita dei figli. Con loro quest’anno è stato fatto un pranzo in carcere a cui hanno partecipato tutte le 600 detenute.

In molte città dell’Indonesia, che è il più popoloso paese musulmano del mondo, l’invito della Comunità rappresenta un momento di festa e di amicizia tra le diverse comunità religiose.

Ma anche in tanti luoghi dell’Africa è arrivata la gioia della festa: nel solo Mozambico il Natale è stato festeggiato in ben 16 città, coinvolgendo bambini di strada, mendicanti, lebbrosi, ciechi, famiglie povere e tanti carcerati.

In Africa la povertà emerge con particolare durezza nelle carceri. Nella maggior parte dei casi non ci sono letti, non ci sono bagni e le celle sono affollatissime. Le condizioni igieniche sono pessime: ci si ammala facilmente e a volte si muore. Il vitto fornito dall'istituzione carceraria è insufficiente. Chi non ha parenti che portano il cibo, soffre per la fame. Per questo molte comunità africane, in Mozambico, Guinea Conakry, Burkina Faso, non solo visitano regolarmente i carcerati, ma nel giorno di Natale preparano un pasto che è per tanti l’unico vero pranzo di tutto l’anno. 

In Costa d’Avorio, in Cameroun, in Madagascar, in Tanzania, in Uganda si fa festa con i mendicanti ciechi e i bambini di strada.

In Congo, a Kinshasa, i bambini che hanno partecipato alla festa di Natale hanno ricevuto in dono un vestito cucito appositamente per loro dagli amici della comunità.

A Bujumbura nonostante la difficile situazione del Burundi, da anni in guerra, il Natale è stato festeggiato con un picnic sulle rive del lago Tanganica.

E’ significativo che, nonostante i pochi mezzi di cui dispongono queste comunità, siano state aggiunte anche qui decine di migliaia di persone, quante nella sola Europa.

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O almoço de Natal
 
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por Francesca Zuccari