Comunità di Sant'Egidio - Napoli 2007 - Per un mondo senza violenza - Religioni e Culture in dialogo Comunità di Sant'Egidio - Napoli 2007 - Per un mondo senza violenza - Religioni e Culture in dialogo
 

Riccardo Di Palma - Presidente della Provincia di Napoli

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Comunità di Sant'Egidio

21/10/2007 - 17:30 - Teatro S.Carlo e collegamento con la Piazza
Assemblea Plenaria

Riccardo Di Palma
Presidente della Provincia di Napoli

E' una giornata particolarmente emozionante quella di oggi che ha visto la presenza di papa Benedetto XVI a Napoli. Un'emozione che si coglie negli occhi tra tutti noi, tra i tanti giovani, tra i tanti napoletani che hanno partecipato a questo importante meeting voluto dal cardinale Crescenzio Sepe a cui va dato atto di aver saputo trasmettere la sua straordinaria umanità in questo evento. Illustri rappresentanti delle religioni mondiali convenuti a Napoli per l'incontro "Per un mondo senza violenza. Religioni e culture in dialogo", cari amici, vi esprimo il saluto della Provincia di Napoli.

I cittadini della provincia e dei 91 comuni che io oggi rappresento sono grati all'arcivescovo e alla comunità di Sant'Egidio per queste giornate che cominciano oggi.

Dobbiamo dire tutti insieme no all'intolleranza, no allo scontro di civiltà, no agli estremismi, no al terrorismo, no alla guerra. E dire con atti concreti tutti i giorni un grande sì alla pace. Un tema questo che il pontefice, seguendo il suo predecessore papa Giovanni Paolo II, ha più volte sottoposto all'attenzione dei cosiddetti grandi del pianeta. Un appello che, però, è rimasto troppo a lungo inascoltato se è vero che in ogni zona del pianeta vediamo proliferare nuove guerre.

Oggi qui di fronte a tanti giovani e ai rappresentanti delle religioni che si affacciano sul Mediterraneo dobbiamo rilanciare l'appello alla pace e al dialogo perché torni ad essere un mare di scambio, di confronto, di tolleranza e non più un mare dove annegano nel dolore le speranze e i sogni di un mondo migliore.

Vivere insieme è oggi sempre più un dato ineludibile, già viviamo gli uni accanto agli altri, dobbiamo però imparare a "convivere". L'accoglienza, la cordiale ospitalità fanno parte dell'identità stessa della gente di queste terre. Dobbiamo apprendere ed affinare l'arte del dialogo. Per questo vi siamo grati per la vostra presenza, uomini e donne di religione che ci aiutino ad imparare l'arte del dialogo.

Oggi dobbiamo tutti imparare una lingua per muoverci meglio nel mondo contemporaneo. Ma la vera lingua del futuro è la lingua del dialogo, che tutti dobbiamo imparare e insegnare ai nostri figli.

In conclusione, sentiamo che quello che si apre oggi non è solo un prestigioso evento religioso e culturale, crediamo sia una porta aperta verso il futuro della nostra città, del Mediterraneo, del mondo.

Grazie