Comunità di Sant'Egidio - Napoli 2007 - Per un mondo senza violenza - Religioni e Culture in dialogo Comunità di Sant'Egidio - Napoli 2007 - Per un mondo senza violenza - Religioni e Culture in dialogo
 

Crescenzio Sepe - Cardinale, Arcivescovo di Napoli

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Comunità di Sant'Egidio

23/10/2007 - 19:30 - Piazza del Plebiscito
Cerimonia Conclusiva

Crescenzio Sepe
Cardinale, Arcivescovo di Napoli

Signor Presidente della Repubblica Italiana, On. Giorgio Napolitano

Santità,

Beatitudini,

Illustri rappresentanti delle Chiese e Comunità Cristiane e delle grandi Religioni Mondiali,

Signori Ambasciatori,

Amici tutti,

Al tramonto di questo giorno, in questa meravigliosa piazza, alla conclusione dei nostri incontri sulla pace per costruire un mondo senza violenza, in dialogo tra religioni e culture, i nostri cuori intonano la sinfonia di ringraziamento a Dio, per i doni dati e ricevuti.

In questo evento così significativo, abbiamo voluto dare corpo alla speranza di un dialogo che apre nuovi sentieri di fratellanza universale e lancia una coraggiosa sfida di senso all’uomo contemporaneo, perché faccia della mitezza, della bontà e dell’amicizia la sua armatura. Abbiamo pregato insieme, insieme abbiamo percorso un sentiero che, rispettoso della differenza e dell’originalità di ognuno, ha arricchito noi tutti della ricchezza delle singole storie, delle differenti passioni per la vita, per la fede e per amore verso un’umanità definitivamente pacificata.

Noi cristiani siamo spinti a realizzare la pace dal Signore Gesù, Maestro di Galilea, che ha sacrificato la sua vita perché la pace trionfasse e perché il dialogo fosse il motore di una nuova umanità. Il messaggio, che emana al Vangelo, ci lascia sperare che un giorno ogni uomo, nella sua specifica differenza, verrà accolto come proprio fratello, come pietra viva della storia, come annuncio di appartenenza: non più estraneo o nemico, ma fratello tra i fratelli.

Questo incontro è nato dalla beatitudine della mitezza, dalla forza del dialogo, dal coraggio titanico della non violenza. E la Chiesa di Napoli oggi avverte che questa beatitudine alberga in tanti uomini e donne di buona volontà e che la pace è possibile perché essa è patrimonio universale di una umanità senza frontiere di razza, religioni e culture; è l’unica speranza di cieli nuovi e terre nuove.

L’essere e l’agire dei pacificatori non è debolezza, non è fuga dalla lotta, non è acquiescenza contro lo strapotere della prepotenza. E’, invece, scegliere armi diverse per combattere ogni sopruso e ogni forma di violenza; è usare un’altra strategia per costruire i rapporti umani; è inventare parole nuove che abbiano le tonalità della pace; è affondare il proprio destino nella terra del dialogo.

Questo è quanto abbiamo tentato di costruire e realizzare in questo nostro incontro, qui a Napoli, nella Terra del sole e del mare, qui, nella nostra Diocesi aperta al futuro dei popoli mediterranei.

Il nostro impegno è, soprattutto, una tenace lotta che si ingaggia contro le resistenze che albergano nel cuore dell’uomo. In questi intensi giorni di studio e di preghiera, abbiamo capito che la pace è molto più che un’invenzione di un linguaggio o di una filosofia.

E’ volontà di estirpare le radici del male che serpeggia nelle nostre città, nei nostri Paesi. E’ sforzo di superare la prepotenza, scegliendo la passione, la forza e il calore dell’amore.

Giorni intensi quelli che ci hanno visto protagonisti. Ora è necessario ringraziare: vi ringraziano Napoli, la sua gente, le sue Istituzioni. La Chiesa di Napoli ringrazia tutte Autorità civili presenti e, in particolare, il caro Presidente della Repubblica Italiana, On. Giorgio Napolitano; ringrazia anche le Autorità religiose e, in particolare, Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca di Costantinopoli.

Ringrazio di cuore anche la benemerita e stimata Comunità di Sant’Egidio col suo fondatore, il prof. Andrea Riccardi. Cari amici, Vi ringrazia tutti questa Chiesa Apostolica, ricca di storia, che oggi si è arricchita della vostra, perchè questa notte certamente resterà scritta nel cuore della nostra terra come notte di speranza, augurio di bene nelle piaghe dolorose del nostro tempo e in quelle di un mondo in attesa di riscatto.

E nel ringraziare voi tutti, la Chiesa di Napoli vuol fare una solenne promessa che, in un giorno come questo, non può che diventare un impegno solenne.

Noi ci impegniamo a far sì che questa volontà di dialogo, indispensabile per la costruzione di un nuovo mondo di giustizia e di pace, non cada nell’oblio. Una promessa, la nostra, che si concretizza già oggi nell’intento di voler istituire proprio qui, a Napoli, un Forum di studio e di ricerca dei percorsi necessari al dialogo e alla pace per la nostra città, per il Mediterraneo, per le genti diverse e affascinanti che abitano il “Mare nostrum”.

Oggi, dunque, c’impegniamo a ipotizzare e realizzare una struttura permanente di dialogo interreligioso e interculturale, tale da aprire le porte di Napoli alla differenza degli uomini e, la differenza degli uomini, alla ricchezza di Napoli. Abbiamo nel cuore un unico desiderio: vorremmo che Napoli diventasse capitale mediterranea del dialogo. Questo è il nostro sogno!

In continuità con Assisi, lo spirito di Napoli continuerà ad essere lievito di pace e di fratellanza per tutti.

Vi sono riconoscente e immensamente grato di aver scelto Napoli per questo incontro e di averla abitata, anche se per pochi giorni, come terra vostra.

Sappiate che Napoli sarà sempre vostra ogni qualvolta la cercherete e, se pure lontani nello spazio, se lo vorrete, vi basterà alzare gli occhi al vostro cielo per ricordare il nostro.

Beati i miti perché erediteranno la terra; beati voi che amate il cielo e la terra; beati tutti gli operatori di pace e di giustizia.