Vigilia del giorno del Signore

Condividi su

Memoria di san Serafino di Sarov, monaco e starets russo (+1833). Ha comunicato la pace con la testimonianza della gioia pasquale e dell'azione dello Spirito Santo.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Chiunque vive crede in me
non morrà in eterno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro del profeta Geremia 26,11-16.24

Allora i sacerdoti e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: "Una condanna a morte merita quest'uomo, perché ha profetizzato contro questa città, come avete udito con i vostri orecchi!". Ma Geremia rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: "Il Signore mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città le cose che avete ascoltato. Migliorate dunque la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del Signore, vostro Dio, e il Signore si pentirà del male che ha annunciato contro di voi. Quanto a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e giusto; ma sappiate bene che, se voi mi ucciderete, sarete responsabili del sangue innocente, voi e tutti gli abitanti di questa città, perché il Signore mi ha veramente inviato a voi per dire ai vostri orecchi tutte queste parole". I capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: "Non ci deve essere condanna a morte per quest'uomo, perché ci ha parlato nel nome del Signore, nostro Dio".
Ma la mano di Achikàm, figlio di Safan, fu a favore di Geremia, perché non lo consegnassero al popolo per metterlo a morte.


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Se tu credi, vedrai la gloria di Dio,
dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Due cose appaiono chiare in questa pagina nella quale il profeta Geremia viene accusato per le parole da lui rivolte contro il culto nel tempio. La profezia non ha mai la vita facile, in nessun tempo della storia. Le parole dell'uomo e della donna di fede, che non hanno paura di comunicare la Parola di Dio, sono spesso accolte con durezza, perché rivelano il male della società e di ognuno di noi. E la reazione ostile a Geremia sale dall'interno del suo stesso popolo. Ma il profeta non si lascia intimidire. Egli sa di annunciare quanto il Signore gli ha rivelato. La Parola di Dio svela le cose nascoste, rivela il peccato, l'ingiustizia, la menzogna. È una parte importante della profezia. Per questo essa infastidisce coloro che pensano di essere nel giusto. Ma nella profezia non c'è solo la denuncia del male, vi è anche e molto forte l'invito al cambiamento del cuore, alla trasformazione degli atteggiamenti. La Parola di Dio non rinuncia mai a proporre la via del cambiamento: "Migliorate dunque la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del Signore, vostro Dio, e il Signore si pentirà del male che ha annunciato contro di voi". Il Signore vuole il bene di ciascuno di noi anche quando ci rivolge parole dure. Il suo intento è sempre volto al cambiamento della nostra vita. Nelle sue parole c'è sempre la speranza del cambiamento. E la condanna dei nostri comportamenti non è mai l'ultima parola. Dio ha come somma legge il perdono per chi si pente. Geremia fu risparmiato dalla violenza dei credenti del suo tempo. Ma non tutti coloro che hanno annunciato il Vangelo sono stati risparmiati dalla morte. Molti uomini e donne di fede hanno perso la vita per la loro fedeltà al Signore. Sono i martiri del passato e del nostro tempo. Essi sono rimasti fedeli fino alla fine. E il Signore li ha accolti e premiati con la corona di gloria nel suo regno. Li ricordiamo perché anche la nostra vita sia sempre espressione della fedeltà al grande dono dell'amore di Dio e della sua Parola di vita eterna.