Memoria dei Santi e dei Profeti

Condividi su

Ricordo di sant'Ireneo, vescovo di Lione e martire (+202): dall'Anatolia giunse in Francia per predicare il Vangelo.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Giovanni 17,20-26

Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro".


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Oggi la Chiesa ricorda Sant'Ireneo, vescovo di Lione. Originario dell'Asia Minore e discepolo di Policarpo di Smirne, che gli trasmise ciò che a sua volta aveva appreso da Giovanni, si recò a Lione ove venne consacrato vescovo dopo che Potino venne ucciso. Come pastore esercitò un'intensa attività missionaria nell'intera Gallia facendo crescere la retta fede e pacificando le comunità cristiane segnate dalla divisione e dalle controversie. Tra l'altro si è impegnato per riconciliare le Chiese d'Oriente e d'Occidente divise sulla data della celebrazione della Pasqua. Per Ireneo la fede cristiana è credere in un Padre buono che non ha abbandonato l'uomo, sua creatura, ma che ha continuato a parlargli e a prepararlo alla salvezza recata dal Figlio, Gesù. I suoi scritti, tra i primi esempi di teologia cristiana, mostrano la bontà del creato e dell'uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio. Ireneo resta l'esempio di buon pastore che, seguendo le parole di Gesù, ha cercato di curare il popolo che gli era stato affidato e di portare all'unico ovile chiunque aderisse al Vangelo. La preghiera sacerdotale di Gesù, di cui abbiamo ascoltato un brano nel Vangelo di oggi, viene illuminata dal suo esempio. Gesù la pronuncia prima di recarsi nell'orto degli Ulivi come il suo "testamento spirituale". Dopo aver reso lode al Padre, Gesù guarda quegli uomini deboli e sprovveduti: ha affidato loro il compito non semplice di continuare la sua opera; prega per loro perché possano continuarla. Poi il suo pensiero va oltre e si allarga fino a comprendere coloro che in ogni tempo crederanno al Vangelo. Le mura del cenacolo sembrano cadere e agli occhi di Gesù si presenta una numerosa schiera di uomini e di donne provenienti da ogni parte della terra, in cerca di consolazione e di pace. Gesù prega per questo vasto popolo e chiede al Padre che «siano perfetti nell'unità». Sa bene che lo spirito della divisione li distruggerebbe. Chiede perciò l'impossibile: che tutti abbiano la stessa unità che esiste tra lui e il Padre.