Memoria dei poveri

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro degli Atti 22,22-29

Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma a questo punto alzarono la voce gridando: "Togli di mezzo costui; non deve più vivere!". E poiché continuavano a urlare, a gettare via i mantelli e a lanciare polvere in aria, il comandante lo fece portare nella fortezza, ordinando di interrogarlo a colpi di flagello, per sapere perché mai gli gridassero contro in quel modo.
Ma quando l'ebbero disteso per flagellarlo, Paolo disse al centurione che stava lì: "Avete il diritto di flagellare uno che è cittadino romano e non ancora giudicato?". Udito ciò, il centurione si recò dal comandante ad avvertirlo: "Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!". Allora il comandante si recò da Paolo e gli domandò: "Dimmi, tu sei romano?". Rispose: "Sì". Replicò il comandante: "Io, questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo". Paolo disse: "Io, invece, lo sono di nascita!". E subito si allontanarono da lui quelli che stavano per interrogarlo. Anche il comandante ebbe paura, rendendosi conto che era romano e che lui lo aveva messo in catene.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Al termine del suo discorso la folla gridò contro di lui perché fosse eliminato. Nonostante la sua forte testimonianza non era però riuscito a convincere la folla. Paolo viene interrotto quando ricorda il compito ricevuto di annunciare il Vangelo ai pagani. In verità l'affermazione non faceva grande scandalo, visto che anche il giudaismo faceva proseliti, ossia aderenti provenienti dal mondo pagano. Il problema nasceva dal fatto che Paolo in tal modo dichiarava superata la Legge. La reazione della folla è violenta, grida, si strappa le vesti, getta la polvere in aria. Il tribuno – ripetendo senza saperla la scena di Pilato nel pretorio verso Gesù – per liberarsi di Paolo lo fa flagellare. Era comune allora l'uso della flagellazione per costringere a confessare. A questo punto, Paolo, per evitare la flagellazione dichiara di essere cittadino romano. Di fronte a tale affermazione tutti entrano in fibrillazione e i soldati sono presi da spavento. Il cittadino romano infatti non poteva né essere legato né tanto meno flagellato senza un regolare processo. Paolo appare non solo come un perfetto ebreo, ma anche un romano nel senso pieno del termine. Mentre il tribuno ha dovuto comprare a caro prezzo la cittadinanza, Paolo invece è romano fin dalla nascita. I soldati a questo punto si allontanano immediatamente da Paolo e il tribuno viene colto da spavento perché è andato contro il diritto legando un cittadino romano. Forse Paolo ancora non se ne rende conto, ma ha posto così la premessa per predicare la fede cristiana a Roma, la capitale dell'impero. L'apostolo vi giungerà come prigioniero, ma le catene che aveva ai piedi e alle mani non gli impediranno di testimoniare il Vangelo fino all'effusione del sangue. Il Vangelo e la sua predicazione per Paolo sono più preziosi della sua stessa vita.