Memoria dei poveri

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro degli Atti 28,1-10

Una volta in salvo, venimmo a sapere che l'isola si chiamava Malta. Gli abitanti ci trattarono con rara umanità; ci accolsero tutti attorno a un fuoco, che avevano acceso perché era sopraggiunta la pioggia e faceva freddo. Mentre Paolo raccoglieva un fascio di rami secchi e lo gettava sul fuoco, una vipera saltò fuori a causa del calore e lo morse a una mano. Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli abitanti dicevano fra loro: "Certamente costui è un assassino perché, sebbene scampato dal mare, la dea della giustizia non lo ha lasciato vivere". Ma egli scosse la serpe nel fuoco e non patì alcun male. Quelli si aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo ma, dopo avere molto atteso e vedendo che non gli succedeva nulla di straordinario, cambiarono parere e dicevano che egli era un dio.
Là vicino vi erano i possedimenti appartenenti al governatore dell'isola, di nome Publio; questi ci accolse e ci ospitò con benevolenza per tre giorni. Avvenne che il padre di Publio giacesse a letto, colpito da febbri e da dissenteria; Paolo andò a visitarlo e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. Dopo questo fatto, anche gli altri abitanti dell'isola che avevano malattie accorrevano e venivano guariti. Ci colmarono di molti onori e, al momento della partenza, ci rifornirono del necessario.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Scampato al naufragio, Paolo sperimenta ancora una volta la protezione di Dio. Il Signore gli aveva detto: «Ti libererò» (26,17). I maltesi furono molto ospitali con i naufraghi: non si allarmarono, come oggi capita spesso verso gli immigrati che giungono sulle coste, i quali sono guardati con sospetto e spesso anche respinti. I maltesi, chiamati «barbari», accolsero questi naufraghi con straordinaria umanità, accendendo anche un fuoco per riscaldarli. È una lezione particolarmente efficace in questo nostro tempo che purtroppo deve assistere a scene drammatiche di annegamenti e di freddezze da parte di chi dovrebbe comprendere la tragedia di chi è costretto a lasciare la propria terra, i propri familiari, in cerca di una vita migliore. Ben diverso fu l'atteggiamento dei maltesi. E restarono non poco stupiti quando videro che Paolo, pur morso da una vipera mentre raccoglieva la legna, era restato illeso. Del resto Gesù, nell'inviare i discepoli a predicare il Vangelo a ogni creatura, aveva aggiunto: «Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno» (Mc 16,17-18). E avvenne esattamente come Gesù aveva detto. Non solo Paolo fu preservato dal male, ma egli stesso guarì molti malati a Malta. Egli, naufrago accolto, ricompensò i maltesi abbondantemente. L'accoglienza – è una testimonianza continua nelle Scritture – è sempre ricompensata dal Signore.