Memoria dei Santi e dei Profeti

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 11,28-30

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gesù ha davanti ai suoi occhi quelle folle di poveri composte dai "piccoli", di coloro che non sono considerati, anzi che sono scartati perché considerati come un peso. Varie volte i vangeli sottolineano la compassione del Signore per queste folle. E notano che spesso è lui stesso ad andare loro incontro. Quale grande insegnamento anche per noi! Come non pensare alle innumerevoli folle di oggi, che sono abbandonate a loro stesse e messe ai margini della società? Sono folle di bambini e di giovani, di adulti e di anziani. È su di loro che Gesù si commuove e a cui ancora oggi rivolge le parole di questo Vangelo. «Venite a me» dice Gesù. Vede queste folle gemere per la durezza delle pesanti condizioni nelle quali vivono per i pesi imposti loro dai poteri di turno. Qui il Vangelo si riferisce ai pesi che i farisei avevano imposto loro, dimentichi di ogni amore e misericordia. Sulle spalle di questi "piccoli" tali prescrizioni pesavano come un giogo duro e nodoso, simile a quello che i contadini mettevano sul collo degli animali da tiro. La legge, data per la salvezza e la vita (Ez 20,13), era stata trasformata in un fardello insopportabile di minuziose prescrizioni che nessuno di fatto adempiva, neppure i dottori della legge. Gesù, commosso per queste folle, ora le chiama a sé e promette conforto. È il ristoro di chi è venuto per servire, per aiutare, per amare, per salvare e non per pensare a se stesso e al proprio guadagno. E, rispetto al "giogo" dei farisei, Gesù propone il suo "giogo" che è «dolce e leggero». È facile prenderlo. Non perché non sia esigente. Al contrario, Gesù propone un ideale alto, predica un Vangelo che richiede radicalità nelle scelte e dedizione totale. Tuttavia questo "giogo" è leggero, perché è davvero vicino all'uomo, proprio come lui stesso sta vicino agli uomini, ai piccoli e ai deboli. Il Vangelo dell'amore è esigente ma è un peso soave che salva. Gesù pone se stesso come esempio: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore». Il "giogo" di Gesù è lui stesso e il suo Vangelo. Non si tratta di un peso esterno che viene messo sulle nostre spalle. Il giogo è il Vangelo dell'amore che il Signore pone nel nostro cuore. Giovanni, il discepolo del-l'amore, nella sua prima Lettera può scrivere: «I suoi comandamenti non sono gravosi» (5,3). L'amore di Gesù è ciò che salva e sostiene.