Memoria dei Santi e dei Profeti

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Memoria di santo Stanislao, vescovo di Cracovia e martire (+1079). Difese i poveri, la dignità dell'uomo e la libertà della Chiesa e del Vangelo.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Giovanni 3,16-21

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

«Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna». In questa frase di Gesù a Nicodemo c'è come la sintesi del Vangelo di Giovanni. Gesù è il dono del Padre all'umanità, un dono che sgorga da un amore senza limiti. Tanto è grande il desiderio di Dio perché gli uomini non si perdano nelle spire del male che manda il suo stesso figlio perché siano liberati e salvati. In verità, l'invio del Figlio sulla terra da parte del Padre e l'amore del Figlio per noi che giunge sino alla morte in croce, mostrano che l'amore è dono, è servizio, è disponibilità a dare tutto se stessi per gli altri. In questo senso Gesù spiega a Nicodemo il perché della sua incarnazione. Gesù non vuole la condanna del mondo. È venuto esattamente per l'opposto, ossia per salvare gli uomini dal male e da ogni schiavitù. E la via che viene messa in atto perché questo avvenga è quella dell'amore: l'amore di Dio per noi e, conseguentemente, la risposta dell'uomo ad accogliere tale amore. È questa la fede. Chi accoglie Gesù come l'inviato del Padre per salvarci dal male, costui è credente. Ed è quindi già salvato. La fede - e quindi la salvezza - consiste nell'accogliere l'amore, smisurato e gratuito, di Gesù. Chi rifiuta tale amore è giudicato, non da Gesù ma dal suo stesso rifiuto perché si sottrae alla forza dell'amore che libera dalle spire del male, rifiuta la luce dell'amore di Dio per restare nel buio dell'amore per se stesso. E purtroppo spesso gli uomini preferiscono il buio della vita violenta e crudele a quella dell'amore, della giustizia, della fraternità. Le opere del male ispessiscono il buio, dentro i cuori degli uomini e nella vita tra la gente. E c'è come una spirale diabolica della quale si resta prigionieri. Chi accoglie la luce vera, che è Gesù e il suo Vangelo, viene come illuminato o meglio avvolto nella luce del Vangelo. E compiere le opere di Dio, significa vivere con l'amore senza confini di Dio. È l'amore di cui abbiamo bisogno noi e il mondo. Ai cristiani, all'inizio di questo nuovo millennio, spetta l'affascinante e arduo compito di globalizzare l'amore ricevuto dal Signore. Egli ci rende «figli della risurrezione» e testimoni della efficacia liberatrice di questo amore.