Memoria di Gesù crocifisso

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In Israele è il giorno della memoria della Shoah, in cui si ricorda lo sterminio del popolo ebraico a opera dei nazisti durante la seconda guerra mondiale.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Giovanni 14,1-6

Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via".
Gli disse Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?". Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gesù, dopo aver dato agli apostoli il comandamento dell'amore, dice loro che li lascerà. I discepoli, al sentirlo parlare così, si rattristano. Gesù continua con parole di conforto: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore... quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me». Gesù, per primo, desidera che i legami di amicizia non si rompano, anzi che durino in eterno, tanto che aggiunge: «Perché dove sono io siate anche voi». Non li abbandona, vuole che stiano con lui per sempre. Egli va avanti per preparare a ciascuno di noi un posto nella grande casa del Padre. Con queste parole Gesù ci apre un piccolo spiraglio sul nostro futuro. Quante volte ci siamo interrogati sulla vita dopo la morte e ci chiediamo cosa sia avvenuto agli amici ormai morti, a coloro che abbiamo amato e per i quali magari abbiamo lavorato e sofferto! Il Vangelo non ci lascia senza risposta a interrogativi come questi. Anzi, quasi a volerci far toccare con mano la consolazione, parla dell'aldilà come di una casa ampia, spaziosa, abitata dai nostri amici, quelli vicini e quelli lontani. Una via certa ci conduce a loro e a quel luogo: è Gesù stesso. Nel legame con lui sta infatti la garanzia che nulla della nostra vita viene perduto: non un pensiero, non un gesto d'affetto è vano, tutto invece è raccolto e preservato come un tesoro prezioso e illuminato dalla luce dell'annuncio della vittoria della vita sulla morte che a Pasqua abbiamo ricevuto. Gesù sembra convinto che i discepoli abbiano compreso la verità sull'oltre la morte, tanto da dire: «Del luogo dove io vado, conoscete la via». In verità, non era così, come non è così anche per noi oggi. Tommaso, a nome di tutti chiede quale sia la via. E Gesù, ancora una volta, si esprime con chiarezza: «Io sono la via, la verità e la vita». Restare uniti a lui è la garanzia di percorrere la via giusta che porta sino a raggiungere il Padre che sta nei cieli.