Memoria della Chiesa

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Ricordo di Nostra Signora di Sheshan, santuario nei pressi di Shanghai. Preghiera per i cristiani cinesi.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Marco 9,41-50

Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile.   E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna.   E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, doveil loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri".


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questa pagina del Vangelo di Marco va letta nel contesto delle condizioni poste da Gesù per entrare e rimanere nella comunità dei figli del Regno di Dio. Sono parole esigenti, è vero, ma è così perché il Signore è venuto a instaurare una vita nuova e salda che richiede una radicalità nelle scelte. Il Vangelo perciò è severo con chi tenta o mette in pericolo la fede dei piccoli, con chi scandalizza i deboli e i poveri della comunità. "Scandalizzare" vuol dire "far inciampare", far cadere. Nella Scrittura si indica col termine "scandalo" tutto ciò che è di ostacolo agli altri sulla via del bene. Impedire agli altri di conoscere il bene vuol dire dunque chiudere la porta alla conoscenza del Signore, fonte del bene e dell'amore. Per questo lo "scandalo" è grave. Chi ostacola la fede e chi rifiuta l'aiuto a chi ne ha bisogno è severamente condannato dal Vangelo. Gesù giunge a dire che sarebbe meglio, per costoro, mettersi una macina d'asino al collo e gettarsi in mare. Il linguaggio di Gesù è severo: non si tratta ovviamente di prendere alla lettera queste indicazioni ma di comprendere che c'è una priorità a cui non possiamo sottrarci. Non dobbiamo mai essere di intralcio a nessuno sulla via dell'amore. Altrettanta severità il Vangelo chiede verso se stessi: «Se la tua mano (il piede e l'occhio) ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna». Purtroppo è facile essere indulgenti con se stessi. E, di conseguenza, essere severi con gli altri. Siamo pronti ad accusare gli altri e più che solleciti a scusare i nostri errori; o, come si dice in un'altra pagina evangelica, pronti a vedere la pagliuzza nell'occhio dell'altro e a non riconoscere la trave che è nel nostro. Il Vangelo comporta sempre la rinuncia al male, alla cattiveria, all'egoismo. Solo così si conserva il sapore del Vangelo. «Abbiate sale in voi stessi», dice Gesù, ossia «abbiate in voi l'amore». E dall'amore viene la pace.