Memoria della Madre del Signore

Condividi su

Memoria di san Romualdo (+1027), anacoreta e padre dei monaci camaldolesi.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Lo Spirito del Signore è su di te,
chi nascerà da te sarà santo.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 5,43-48

Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimoe odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ecco, Signore, i tuoi servi:
avvenga a noi secondo la Tua Parola.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Continua il discorso delle opposizioni. Gesù, dopo aver ricordato ai discepoli il sentire comune del tempo: «Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico», propone il suo Vangelo: «Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano». Gesù propone l'amore, il primo dei comandamenti, come il cuore della vita del discepolo e della Chiesa. Le brevi parole di questo brano evangelico dimostrano bene qual è la vera sapienza della vita. Non è certo quella di lasciarsi guidare dall'odio e dalla vendetta. Purtroppo questi sentimenti e atteggiamenti presenti da sempre in ogni uomo non cessano di far sentire la loro forza. E purtroppo anche la loro parvenza di normalità. È facile pensare che sia normale difendersi da chi vuol far del male. Gesù sa bene che il male non si sconfigge accarezzandolo o entrando nel suo terreno. Va estirpato in radice. Per questo, in maniera del tutto paradossale, ma decisiva, giunge a chiedere ai suoi discepoli di amare anche i nemici. È un'affermazione che scandalizza la mentalità corrente. È in effetti sconvolgente. E ci si chiede anche se sia davvero possibile. Non è la solita utopia astratta e irrealizzabile? Queste parole le ha messe in pratica per primo Gesù stesso, quando dalla croce ha pregato per i suoi carnefici. E quanti martiri, a partire da Stefano, hanno vissuto con lo stesso spirito! Certo, un amore così non viene dagli uomini e tanto meno sgorga naturalmente dai nostri cuori: viene dall'alto, da Dio che fa sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti, senza differenze. Il Signore dona a tutti il suo amore gratuitamente, senza alcun merito. I discepoli debbono vivere in questo orizzonte d'amore, che viene dal cielo ma che trasforma la terra. Altrimenti «se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?». Diventiamo sale senza sapore e luce senza splendore. Gesù è audace nell'ideale che propone. Dice ancora: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Se accogliamo il suo amore siamo sulla via della perfezione stessa di Dio. In un tempo in cui domina la logica della contrapposizione e della ricerca del nemico, l'esortazione ad amare i nemici appare liberante. Gesù sa che sono facili le inimicizie tra gli uomini. Ma proprio per sconfiggere questa catena infernale, Gesù propone un'esortazione che nessuno ha mai osato pronunciare: «Amate i vostri nemici!». Solo così l'amore vince davvero. Il Vangelo non nega la complessità della vita, semmai nega che la logica dello scontro sia l'unica a regolare i rapporti e soprattutto che sia inevitabile. Anche perché colui che oggi è un nemico può, con l'amore, tornare ad essere o diventare un amico.