Memoria di Gesù crocifisso

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 13,18-23

Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il brano evangelico riporta la spiegazione della parabola del seminatore che Gesù stesso ha fatto ai suoi discepoli. Il seminatore ha gettato a larghe bracciate il seme che, chiarisce Gesù, è la «parola del Regno». Ma solo i semi che cadono sulla terra buona danno un prodotto abbondante. I semi che cadono sulla strada vengono rubati dal Maligno, dice Gesù. Ed è la condizione di chi ascolta ma non comprende, riceve ma non lascia depositare il messaggio evangelico. C'è poi il seme che cade in un terreno sassoso. È il caso di chi ha buona volontà nell'ascolto, ma poi si lascia vincere dalle difficoltà, dalle tribolazioni e dall'incostanza. C'è quindi il seme che cade tra i rovi: è chi ascolta ma poi le preoccupazioni mondane e la ricchezza prevalgono sulla forza del seme. Infine vi è la terra buona di chi ascolta e sa far fruttare il Vangelo. Gesù non dice chi è il seminatore, ma è evidente che è lui stesso. È sua, non nostra né di altri, la generosità nello spargere il seme. Non sceglie in anticipo il terreno su cui spargere il seme. Sembra che riponga fiducia anche verso quei terreni che sono più una strada o un ammasso di sassi che un luogo arato e disponibile. Tutto il terreno è importante per il seminatore. E il terreno è il cuore degli uomini. C'è forse da ritenere che i nostri cuori non sono per sempre questo o quel terreno. È facile, infatti, che talora il nostro cuore sia come una strada sassosa, oppure inconsistente, o anche pieno di rovi, come pure altre volte sia una terra buona. Il Signore ci chiede di essere un terreno buono e accogliente. Ci chiede anche di aiutarlo a seminare, ovunque. È il senso della preghiera perché il Padre mandi operai nella sua vigna; in questo caso, mandi seminatori negli innumerevoli terreni di questo nostro mondo. E Gesù domanda la stessa sua generosità nel seminare. Il seme, comunque, non è nostro, ci viene donato dal Signore: è il Vangelo.