Memoria dei poveri

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Luca 17,1-6

Disse ai suoi discepoli: "È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: "Sono pentito", tu gli perdonerai".
Gli apostoli dissero al Signore: "Accresci in noi la fede!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: "Sràdicati e vai a piantarti nel mare", ed esso vi obbedirebbe.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gesù mette in guardia i discepoli dal dare scandalo, ossia dall'essere «pietra d'inciampo». Ritiene talmente grave lo scandalo da dire che sarebbe meglio, per chi lo procura, essere gettato nel mare con una pietra al collo. E forse il primo scandalo che i discepoli devono evitare di dare è quello di contraddire, con la loro vita, il Vangelo. Se i nostri comportamenti sono lontani e addirittura contro il Vangelo, non solo tradiamo il Signore, ma diventiamo complici del principe di questo mondo nel favorire una vita triste e violenta. Per questo chiede ai discepoli: «State attenti a voi stessi!». L'apostolo Paolo, consapevole di questo pericolo, avvertiva anche lui gli anziani di Efeso, dicendo: «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge» (At 20,28). La vigilanza su se stessi, sul proprio comportamento, sulla propria fedeltà al Vangelo, è un compito primario per ogni discepolo e ancor più per coloro che hanno responsabilità pastorali. Gesù aggiunge che fa parte della sapienza anche la disponibilità al perdono. Del resto ciascuno di noi conosce bene la propria fragilità e facilità a cadere nel peccato. Gesù ci dona appositamente la forza di perdonare che non è spontanea. Anzi, oggi il perdono è davvero raro. E, purtroppo, la vendetta ha ben più spazio nella vita ordinaria. È urgente che misericordia e perdono sovrabbondino sulla facilità con cui si afferma il peccato. Perdonare «sette volte», come Gesù chiede, significa che bisogna perdonare sempre. Non si tratta ovviamente di essere accondiscendenti al peccato. Gesù esige sempre il pentimento per la colpa commessa e il conseguente cambiamento di vita. Ma la disponibilità alla misericordia non deve mai mancare. La misericordia è segno della presenza di Dio tra gli uomini. A questo punto i discepoli comprendendo che la misericordia non nasce da loro stessi, comprendono che l'istinto a restare nell'odio o almeno nell'indifferenza è forte anche in loro. Per questo chiedono al Signore: «Accresci in noi la fede!». Gesù - forse sorprendendo anche noi - risponde che di fede ne basta anche una piccola misura, quella di un granellino di senapa. Questa piccola fede, questa piccola fiducia in Dio, è capace di fare miracoli. Chiediamola al Signore e saremo capaci di strappare le erbe amare dal cuore degli uomini e gettarle nel fondo del mare.