Memoria della Chiesa

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Memoria della dedicazione della basilica di Santa Maria in Trastevere. In questa chiesa prega ogni sera la Comunità di Sant'Egidio.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Luca 19,1-10

Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È entrato in casa di un peccatore!". Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Oggi ci uniamo nella preghiera e nella gioia per la festa della dedicazione della basilica di Santa Maria in Trastevere. Papa Innocenzo III, il 15 novembre del 1215, accompagnato dai vescovi partecipanti al Concilio Lateranense IV apertosi da pochi giorni, venne a consacrare questa basilica, tra le più note di Roma. È possibile che fosse presente anche san Francesco, venuto a Roma per il Concilio, e che aveva scelto di stare a Trastevere presso il lebbrosario del porto. La basilica esisteva già all'inizio del primo millennio. La comunità cristiana iniziò a radunarsi proprio a Trastevere nella "casa di Callisto" poi trasformata nella basilica di papa Giulio e successivamente nell'attuale costruzione. Negli anni antichi di Callisto la comunità cristiana sentì l'urgenza della missione in una città ancora pagana e da allora, potremmo dire, questa basilica ha continuato ad essere il segno della presenza di Dio in quest'area della città. Negli ultimi decenni, la presenza della Comunità di Sant'Egidio ha come rinnovato il miracolo dell'antico titolo di questa basilica: "fons olei". La basilica è divenuta come un santuario popolare, una fonte di misericordia, ove tanti vengono per dissetarsi, per incontrare il Signore e sentire il calore dell'amore e della consolazione. Ogni sera accoglie la preghiera della Comunità e qui i poveri sono accolti e amati. Fu nella basilica che iniziò il pranzo dei poveri a Natale, quel "presepe" contemporaneo che ora è diffuso in tante città del mondo. Potremmo dire che è la basilica di tutti, ma particolarmente dei poveri. Ricordiamo in questo anno la festa della dedicazione per legarla al cinquantesimo di vita della Comunità Sant'Egidio. La basilica ne è divenuta come la casa bella. Nel corso di questo anno la basilica ha potuto vedere la gioia di tanti che ringraziano il Signore per il dono della Comunità. È la gioia di Zaccheo, dei numerosissimi Zaccheo che accolgono il Signore e cambiano la loro vita. Potremmo dire forse che, a differenza di quanto narra il brano evangelico, ora è piuttosto il Signore che ci accoglie nella sua casa. Nella basilica - e uniti ad essa in tutti i luoghi di preghiera della Comunità - il Signore ci accoglie, ci parla, ci nutre, ci scalda il cuore, ci insegna ad aprire le porte a tutti e particolarmente ai poveri. Zaccheo ci insegna a scendere in fretta e a entrare perché il Signore vuole stare con noi. E noi, dalla basilica e da ogni luogo della Comunità, possiamo ripetere: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza».