Memoria di Gesù crocifisso

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Inizia la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Memoria particolare della Chiesa cattolica.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla lettera agli Ebrei 4,1-5.11

Dovremmo dunque avere il timore che, mentre rimane ancora in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche noi, come quelli, abbiamo ricevuto il Vangelo: ma a loro la parola udita non giovò affatto, perché non sono rimasti uniti a quelli che avevano ascoltato con fede. Infatti noi, che abbiamo creduto, entriamo in quel riposo, come egli ha detto:

Così ho giurato nella mia ira:
non entreranno nel mio riposo!

Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. Si dice infatti in un passo della Scrittura a proposito del settimo giorno: E nel settimo giorno Dio si riposò da tutte le sue opere. E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo! Affrettiamoci dunque a entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

La tentazione dei cristiani, da cui l'autore vuole mettere in guardia, è analoga a quella che ebbero gli israeliti giunti alle porte di Canaan, ossia "restare indietro" e non entrare nella terra promessa. Noi potremmo dire "tirarsi indietro". È facile non lasciarsi coinvolgere dall'amore di Dio, dal suo abbraccio. Eppure è proprio questa la buona notizia: Gesù è venuto incontro a noi per amarci. Egli non solo non ci toglie nulla, ci dona tutto. Non "resta indietro", anzi offre tutta la sua vita per noi. E il "riposo" proposto ai discepoli è proprio questo abbraccio di amore, un amore da accogliere e da vivere, una comunione da abitare. La Chiesa vive già da ora il giorno del "riposo", il "settimo giorno", appunto, quando Dio regna con amore su tutti. L'autore della Lettera ha ragione a esortare i credenti a entrare in fretta nel riposo: «Affrettiamoci dunque a entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza». Entrare nel "riposo" significa perciò prendere parte alla vita della comunità. Il legame tra il "riposo" e la "casa" richiama il dono che ciascun credente riceve quando viene accolto nella comunità cristiana ove è amato e custodito. L'elogio che l'autore fa della Parola di Dio richiama il fondamento sul quale la casa viene fondata. Un fondamento posto una volta per tutte, ma che resta vivente perché ogni giorno la Parola "rifonda" la comunità. La Parola di Dio nutre i credenti con un cibo sempre nuovo, adatto ad ogni età spirituale, e li sostiene perché sappiano sradicare il male ed edificare il bene. Per questo il credente è invitato ad affidarsi ad essa se vuole conoscere le profondità del proprio cuore; e deve ascoltarla se desidera vivere la pace e la salvezza per sé e per il mondo. Nella Scrittura, infatti, è Dio stesso che parla ai suoi. E noi siamo i suoi.