Memoria della Chiesa

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Preghiera per l'unità dei cristiani. Memoria particolare delle comunità cristiane in Europa e nelle Americhe.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla lettera agli Ebrei 7,25-8,6

Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso. La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.


Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della Maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda, che il Signore, e non un uomo, ha costruito.
Ogni sommo sacerdote, infatti, viene costituito per offrire doni e sacrifici: di qui la necessità che anche Gesù abbia qualcosa da offrire. Se egli fosse sulla terra, non sarebbe neppure sacerdote, poiché vi sono quelli che offrono i doni secondo la Legge. Questi offrono un culto che è immagine e ombra delle realtà celesti, secondo quanto fu dichiarato da Dio a Mosè, quando stava per costruire la tenda: "Guarda - disse - di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte.
Ora invece egli ha avuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l'alleanza di cui è mediatore, perché è fondata su migliori promesse.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

L'autore, continuando la sua riflessione sulla centralità del nuovo «sommo sacerdote» per la Chiesa, afferma che Gesù svolge questo suo compito non sulla terra, ma nel cielo: «Noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della Maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda, che il Signore, e non un uomo, ha costruito». Siamo in una nuova dimensione cultuale: Gesù non è sacerdote alla maniera dei leviti che officiavano nel tempio per offrire a Dio le cose della terra. Anzi - continua la lettera - Gesù non avrebbe neppure potuto esser sacerdote sulla terra, perché nel tempio le oblazioni e i sacrifici sono prescritti dalla Legge, mentre Gesù ha offerto se stesso e una volta per tutte inaugurando un nuovo culto secondo le leggi del cielo. Già nel libro della Sapienza si fa notare che il tempio di Gerusalemme è una «immagine della tenda santa che ti eri preparata fin da principio» (Sap 9,8). Alcuni rabbini pensavano addirittura che il santuario celeste stesse proprio di fronte a quello terreno, e che tra il servizio degli angeli in cielo e quello dei sacerdoti sulla terra ci fosse una stretta corrispondenza. C'è, in effetti, un legame tra il culto della terra e quello del cielo. La Lettera afferma che Gesù è sommo sacerdote del tabernacolo vero, che accoglie sia la terra che il cielo, mentre i sacerdoti del tempio prestano il loro servizio in un santuario che è solo la figura del primo. E se il tabernacolo di Mosè era semplice opera umana, Dio ha eretto in Cristo il tabernacolo vero, il tempio santo e definitivo: la comunità dei credenti. Per questo l'alleanza tra Dio e gli uomini, mediata da Gesù sommo sacerdote, è superiore alla precedente. Le "promesse" del nuovo patto sono straordinarie perché portano il cielo sulla terra, istaurano un nuovo tempo e creano un popolo nuovo che testimonia la salvezza di Dio. Già il profeta Geremia aveva parlato di quattro promesse future: «E questa è l'alleanza che io stipulerò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il Signore: porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo». Nel nuovo tempio inaugurato da Cristo la Legge non è più scritta sulle pietre, come avvenne nel Sinai, ma nel cuore dei discepoli attraverso lo Spirito effuso nei loro cuori, ed essi vivranno una comunione profonda con Dio e con i fratelli e diverranno il nuovo popolo che testimonia l'amore e il perdono per tutti.