Memoria dei Santi e dei Profeti

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla prima lettera di Paolo a Timoteo 3,14-16

Ti scrivo tutto questo nella speranza di venire presto da te; ma se dovessi tardare, voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. Non vi è alcun dubbio che grande è il mistero della vera religiosità:

egli fu manifestato in carne umana
e riconosciuto giusto nello Spirito,
fu visto dagli angeli
e annunciato fra le genti,
fu creduto nel mondo
ed elevato nella gloria.


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Paolo vuol andare «presto» a Efeso per incontrare Timoteo; sa però che il suo viaggio può essere differito. Intanto vuole inviargli istruzioni precise per l'organizzazione della Chiesa, la preghiera comune (2,1-15) e la scelta dei ministri sacri (3,1-13). La cura per le comunità è un pensiero costante dell'apostolo; non lo abbandona mai, anche se fisicamente è lontano da esse. Scrivendo a Timoteo, Paolo pensa anche alle tante comunità dell'Asia Minore; si preoccupa che siano salde e non corrano il pericolo di esser riassorbite dal mondo. Scrive perciò che la Chiesa è «colonna e sostegno della verità», perché posta da Dio in questo mondo come un fondamento sul quale poggia, visibile a tutti gli uomini, la rivelazione di Dio. Il centro di questa verità rivelata è il «mistero della vera religiosità», ossia la persona stessa di Gesù Cristo, il misericordioso, il mite e umile di cuore. Paolo in sei brevi versetti canta questo mistero di pietà, che forse è un inno cantato nella liturgia della Chiesa del tempo. Il mistero di Cristo viene rappresentato in tre coppie di opposti. La prima, "carne e Spirito", presenta la natura umana e insieme divina di Cristo; alla «manifestazione» di Gesù nella «carne» viene opposto il «riconoscimento nello Spirito», ossia la sua risurrezione che ha sconfitto la morte; per opera dello «Spirito» il Padre proclama davanti a tutti che Gesù, giustiziato sulla croce come un malfattore, è «il Santo e il Giusto» (At 3,14). La seconda coppia, "visto dagli angeli" e "annunciato fra le genti", si riferisce al trionfo di Cristo asceso al cielo e dominatore della storia, non circoscrivibile quindi nell'ambito di un periodo storico o di un popolo, e per questo il suo Vangelo è comunicato anche ai «gentili». Con la terza coppia di opposti, «creduto nel mondo» ed «elevato nella gloria», Paolo canta la vittoria del Cristo elevato e glorificato alla destra del Padre; e afferma che «non vi è alcun dubbio che grande è il mistero della vera religiosità» affidato da Gesù nelle mani della Chiesa e di ciascun credente. Questo mistero di pietà la Chiesa deve viverlo e manifestarlo in ogni tempo. Il mondo ed ogni uomo ne hanno bisogno.