Preghiera per i malati

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Nella basilica di Santa Maria in Trastevere si prega per i malati.
Memoria di san Carlo Borromeo (+1584), vescovo di Milano.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla lettera di Paolo ai Romani 11,29-36

infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch'essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch'essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti,

chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo
tanto da riceverne il contraccambio?

Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

In questa terza riflessione sul significato di Israele nella storia della salvezza, Paolo cerca di cogliere quale sia il disegno di Dio nei confronti del suo popolo. Pur avendo affermato che il vero Israele è solo quel piccolo resto che si è dimostrato fedele al suo Dio accettando Gesù come il Messia, Paolo si pone il problema di coloro che non hanno fatto questo passo decisivo. Il Signore non ha certo abbandonato «il suo popolo», afferma Paolo con forza fin dall'inizio. Il loro rifiuto dell'annuncio di salvezza è un mistero che suscita in lui un'intima sofferenza. Ma anche davanti a questo rifiuto ostinato che non sa spiegarsi, l'apostolo è certo che non si tratta di un atteggiamento definitivo. Paolo intravede un misterioso rapporto tra il popolo d'Israele e la nuova alleanza, che si farà visibile in un momento non ancora conosciuto della storia della salvezza. La nuova alleanza è legata alla prima come il nuovo innesto è legato al tronco vecchio su cui viene posto. I credenti della nuova alleanza non debbono tuttavia inorgoglirsi; al contrario, sono chiamati a rendere grazie di essere stati chiamati alla salvezza. Paolo scrive: «Non voglio infatti che ignoriate questo mistero perché non siate presuntuosi: l'ostinazione di una parte di Israele è in atto fino a quando saranno entrate tutte quante le genti. Allora tutto Israele sarà salvato». È una visione profetica della storia che svela una vicinanza singolare tra l'antico Israele e i credenti in Cristo. A questi ultimi è chiesto in ogni caso di riconoscere la presenza di Dio nella storia umana - il santo Giovanni XXIII direbbe di riconoscere i «segni dei tempi» - e di prendervi parte per dirigerla verso il suo regno di amore e di pace. Gli ebrei restano il popolo della promessa, da cui è uscito l'uomo Gesù.