Memoria della Chiesa

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La Chiesa bizantina venera oggi san Saba (+532),"archimandrita di tutti gli eremi della Palestina".


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro del profeta Isaia 26,1-6

In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:
"Abbiamo una città forte;
mura e bastioni egli ha posto a salvezza.
Aprite le porte:
entri una nazione giusta,
che si mantiene fedele.
La sua volontà è salda;
tu le assicurerai la pace,
pace perché in te confida.
Confidate nel Signore sempre,
perché il Signore è una roccia eterna,
perché egli ha abbattuto
coloro che abitavano in alto,
ha rovesciato la città eccelsa,
l'ha rovesciata fino a terra,
l'ha rasa al suolo.
I piedi la calpestano:
sono i piedi degli oppressi,
i passi dei poveri".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questa pagina è un canto di lode e di ringraziamento. Il motivo della gioia e della gratitudine è duplice: la distruzione della "città eccelsa", Babilonia, simbolo della superbia e della prepotenza dei potenti che schiacciano i deboli e i poveri, e l'edificazione di una "città forte", Gerusalemme, che accoglie il popolo fedele al Signore. La città costruita da Dio ha mura salde e inespugnabili. Per questo i fedeli sono esortati a confidare solo in Dio. La fiducia del credente si basa sulla roccia dell'amore di Dio ma istintivamente tutti siamo spinti a confidare solo in noi stessi, nelle nostre sicurezze, pensando così di difendere la nostra esistenza! È così che si costruiscono muri e barriere per respingere i poveri e i deboli che cercano pace e futuro per la loro vita. Il profeta esorta ad avere le porte della città - e quelle del cuore - sempre aperte. L'insistenza di papa Francesco a uscire verso tutti, raccoglie questa prospettiva biblica della porta sempre aperta, sia perché i credenti escano verso tutti, sia per far entrare nella città chiunque ha bisogno. La città diviene il luogo dove abitano il popolo degli umili e il popolo dei poveri, due popoli uniti e che mai debbono separarsi. I credenti e i poveri abitano assieme questa città: essa viene dal cielo ma inizia già sulla terra. La separazione al suo interno ha conseguenze disastrose. Scrive il profeta: il Signore "ha abbattuto coloro che abitavano in alto, ha rovesciato la città eccelsa, l'ha rovesciata fino a terra, l'ha rasa al suolo". La distanza dai poveri è distanza da Dio. L'immagine della città rovesciata e stesa al suolo è dura, ma vera e dolorosamente attuale in molte parti della terra. È indispensabile accogliere la rivoluzione di Dio. Come accade con Gesù. Maria di Nazareth canta il rovesciamento della logica mondana: "Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili" (Lc 1,51-52).