Memoria della Chiesa

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Ricordo di Nunzia, disabile mentale, morta a Napoli nel 1991, e di tutti i disabili mentali che si sono addormentati nel Signore.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro del profeta Geremia 18,1-6

Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia: "Àlzati e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola". Scesi nella bottega del vasaio, ed ecco, egli stava lavorando al tornio. Ora, se si guastava il vaso che stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli riprovava di nuovo e ne faceva un altro, come ai suoi occhi pareva giusto.
Allora mi fu rivolta la parola del Signore in questi termini: "Forse non potrei agire con voi, casa d'Israele, come questo vasaio? Oracolo del Signore. Ecco, come l'argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa d'Israele.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

"Ecco, come l'argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani". Queste parole richiamano la creazione dell'uomo, quando il Signore lo plasmò prima dalla terra e poi soffiò in lui lo spirito della vita. Non dobbiamo dimenticare che la condizione perenne di ciascun uomo e di ciascuna donna è segnata dall'essere tratto dalla polvere, ossia di essere impastato di debolezza, di finitudine, di fragilità. Dio, però, non disprezza quella polvere che è l'uomo, al contrario, la valorizza. Egli infatti come un vasaio, continua a plasmare ciascuno di noi donandoci il suo spirito di vita perché cresciamo "a sua immagine e somiglianza". Il Signore non disdegna la nostra fragilità. E per questo non cessa di chinarsi su di noi e adoperarsi perché cresciamo come suoi figli, come suoi testimoni. L'apostolo Paolo era ben consapevole di questo quando affermava che siamo davvero come dei "vasi di creta" che, tuttavia hanno un tesoro prezioso da custodire e comunicare. Il Signore, infatti, mediante la sua Parola, continua a deporre nei nostri cuori il soffio del suo Santo Spirito. Geremia ci ricorda la grande responsabilità di lasciarci plasmare dal Signore per poter compiere la missione che ci affida. Chi si lascia plasmare dal Signore e non "dalla caparbietà del proprio cuore" troverà benedizione. Il Signore, come in una sfida di amore, chiede al suo popolo: "Informatevi tra le nazioni: Chi ha mai udito cose simili... Eppure il mio popolo mi ha dimenticato... ha inciampato nelle sue strade, nei sentieri di una volta...". Nella vita si può tornare indietro se non si ascolta il Signore. Si può peggiorare negli atteggiamenti e nelle scelte. Così avviene quando dimentichiamo la Parola di Dio per seguire i nostri pensieri. Comprendiamo allora la preghiera del profeta, che chiede l'aiuto di Dio davanti alla fatica della sua vocazione. È il Signore che ci dona la forza per continuare a comunicare la bellezza del suo amore.