Liturgia della domenica

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V del tempo ordinario.
Memoria di santa Scolastica (+547 ca.), sorella di san Benedetto. Con lei ricordiamo le eremite, le monache e le donne che seguono il Signore.


Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaia 6,1-2.3-8

Nell'anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l'uno all'altro, dicendo:
"Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria".
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
"Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti".
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
"Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato".
Poi io udii la voce del Signore che diceva: "Chi manderò e chi andrà per noi?". E io risposi: "Eccomi, manda me!".

Salmo responsoriale

Salmo 137 (138)

Antifona

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.

A te voglio cantare davanti agli angeli,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome
per la tua fedeltà e la tua misericordia:

hai reso la tua promessa
più grande di ogni fama.

Nel giorno in cui t'ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra
quando udranno le parole della tua bocca.

Canteranno le vie del Signore,
perché grande è la gloria del Signore;

eccelso è il Signore e guarda verso l'umile
ma al superbo volge lo sguardo da lontano.

Se cammino in mezzo alla sventura
tu mi ridoni vita;

contro l'ira dei miei nemici stendi la mano
e la tua destra mi salva.

Il Signore completerà per me l'opera sua.
Signore, la tua bontà dura per sempre:

non abbandonare
l'opera delle tue mani.

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di Paolo ai Corinzi 15,1-11

Vi proclamo poi, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l'ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto, cioè

che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Lettura del Vangelo

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ieri sono stato sepolto con Cristo,
oggi risorgo con te che sei risorto,
con te sono stato crocifisso,
ricordati di me, Signore, nel Tuo Regno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Luca 5,1-11

Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: "Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca". Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore". Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini". E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ieri sono stato sepolto con Cristo,
oggi risorgo con te che sei risorto,
con te sono stato crocifisso,
ricordati di me, Signore, nel Tuo Regno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Omelia

«Lasciarono tutto e lo seguirono». Così si chiude il brano evangelico. E si può dire che questo è il vero "miracolo" della pesca nel lago. Gesù è il primo pescatore di uomini. Si trova quasi assediato alle folle, «gli facevano ressa attorno», scrive il testo. Del resto, finalmente quegli uomini e quelle donne «stanche e sfiniti, come pecore senza pastore», avevano trovato un uomo che sapeva parlare alla loro vita. In tanti accorrevano e cercavano di avvicinarsi, di toccarlo, tanto da spingerlo pericolosamente verso l'acqua. Gesù non si allontanò infastidito. Vede lì due barche ormeggiate e chiede di salire su una delle due, quella di Simone. E dalla barca parla alla folla. Quella barca di Simone diviene il pulpito da cui Gesù ammaestra la folla. Gesù Maestro (Christòs Didàskalos) è l'icona cardine della vita cristiana.
È solo dopo la sua predicazione che la «barca di Pietro» può «prendere il largo» e addentrarsi nel mare alto della vita. In effetti, la forza di questa barca (come pure di ogni componente il suo equipaggio) nasce dall'ordine di Gesù. Non importa che il comando sia umanamente inconcepibile e strano, come nota subito Pietro: «Maestro abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla». Il discepolo prosegue subito: «ma sulla tua parola getterò le reti». L'obbedienza alla parola di Gesù provoca una straordinaria pesca: «Fecero così (obbedirono) e presero una quantità enorme di pesci». Anche il nostro mondo, quello di oggi, segnato dalle «acque profonde», come amava dire san Paolo VI, ha bisogno di questa barca e di pescatori obbedienti al Vangelo. Non c'è dubbio che i credenti (tutti i cristiani, piccoli e grandi), particolarmente oggi, debbano ritrovare la fede di Pietro. Non è questione di sentirsi puri e senza macchia. Pietro non era certo immune dal peccato, anzi i Vangeli ce lo mostrano non poche volte debole e traditore. Ma Pietro seppe inginocchiarsi.
Quest'uomo che il Vangelo ci mostra in ginocchio davanti a Gesù è l'immagine del vero credente. Pietro riconosce in Gesù il Kyrios, il vero signore della sua vita. Si prostra davanti a lui ed esclama: «Allontanati da me, perché sono un peccatore». È la preghiera di un peccatore che trova un Dio che è pieno di amore e di compassione. Infatti, Dio non si allontana mai dal peccatore, al contrario gli si avvicina, lo va persino a cercare. Gesù, il mandato da Dio, non è venuto per circondarsi di giusti ma di colpevoli; non è andato incontro ai sani, va in cerca dei malati.