Memoria di Gesù crocifisso

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Festa del Cristo nero di Esquipulas, in Guatemala, venerato in tutto il Centro America.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Marco 2,1-12

Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: "Figlio, ti sono perdonati i peccati".
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: "Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?". E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua". Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Continua la lettura del Vangelo di Marco. Erano ormai giorni che Gesù si recava nei diversi villaggi della regione per predicare il Vangelo. Ora torna di nuovo a Cafarnao e si reca nuovamente nella casa di Pietro. Gli abitanti della città e della regione attorno a Cafarnao pensavano che con Gesù era arrivato il tempo nuovo, della salute e della pace. Anche un paralitico sentì che la sua guarigione non era solo un sogno impossibile. Alcuni amici - sperando nella sua guarigione - lo presero e lo portarono da Gesù. Giunti alla porta, non riescono a entrare a motivo della grande folla. Per nulla rassegnati, salgono sul tetto della casa con il paralitico, lo scoperchiano e calano il malato nella stanza dove stava Gesù. È sorprendente l'amore, la perseveranza e la creatività di questi amici per quel malato. Non solo non si rassegnano di fronte alle difficoltà che trovano, come invece accade spesso a noi che cediamo alla prima difficoltà che incontriamo, ma si inventano l'impossibile pur di aiutarlo. L'insistenza dell'amore che quei quattro amici hanno per il paralitico e la fiducia che ripongono nella forza guaritrice di quel giovane profeta, sono i due pilastri che ci introducono nel miracolo che sta per accadere. Ma li attende ben più che il miracolo. Gesù dona a quel paralitico la gioia piena del regno, la guarigione del corpo e quella del cuore. L'evangelista inizia a notare l'opposizione degli scribi alla sua misericordia. Gesù, ormai consapevole di questa opposizione, appena vede il paralitico, in una volta sola, manifesta la potenza del nuovo regno: non solo lo fa rialzare dal suo lettuccio ma gli perdona anche i peccati. Quel paralitico è pienamente guarito. Anche lui, come tutti, aveva bisogno di essere sanato nel cuore, non solo nel corpo. Insomma, tutti dobbiamo guardare verso Gesù. Quel paralitico diveniva, se così possiamo dire, cittadino del nuovo regno. Tutti siamo chiamati a convertirci al Vangelo: peccatori, malati e poveri.