Liturgia della domenica

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II del tempo ordinario.
Memoria di sant'Antonio abate (+356). Seguì il Signore nel deserto egiziano e fu padre di molti monaci. Giornata di riflessione sui rapporti tra ebraismo e cristianesimo.


Prima Lettura

Dal primo libro di Samuele 3,3.10.19

La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l'arca di Dio. Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: "Samuele, Samuele!". Samuele rispose subito: "Parla, perché il tuo servo ti ascolta". Samuele crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

Salmo responsoriale

Salmo 39 (40)

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.  
 

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di Paolo ai Corinzi 6,13.15.17-20

"I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!". Dio però distruggerà questo e quelli. Il corpo non è per l'impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall'impurità! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all'impurità, pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!


Lettura del Vangelo

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ieri sono stato sepolto con Cristo,
oggi risorgo con te che sei risorto,
con te sono stato crocifisso,
ricordati di me, Signore, nel Tuo Regno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Giovanni 1,35-42

Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!". E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: "Che cosa cercate?". Gli risposero: "Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?". Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia" - che si traduce Cristo - e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: "Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa" - che significa Pietro.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ieri sono stato sepolto con Cristo,
oggi risorgo con te che sei risorto,
con te sono stato crocifisso,
ricordati di me, Signore, nel Tuo Regno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Omelia

Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci porta assieme al Battista sulle rive del Giordano ove il popolo di Israele era entrato nella terra promessa. La tradizione ebraica voleva che proprio lì sarebbe apparso il Messia alla sua venuta. L'attesa stava per compiersi. Il Battista vede passare Gesù tra la folla: "fissando lo guardo", scrive l'evangelista. Allenato a scrutare le Scritture, aveva gli occhi pronti per riconoscerne il volto. E subito lo indica: "Ecco l'agnello di Dio". Usa un termine caro soprattutto a Isaia che parla del servo sofferente come un agnello "che porta i peccati del mondo" (Is 53,7), colui che avrebbe liberato il popolo dalla schiavitù portando sulle sue spalle il peccato di tutti. È il vero agnello della Pasqua. Le parole del Battista non cadono nel vuoto. Due dei suoi discepoli, Andrea e Giovanni, le ascoltano e ne intuiscono il senso profondo, tanto che si mettono a seguire l'uomo che il Battista ha indicato. Dopo un tratto di strada, Gesù si voltò e "osservando che essi lo seguivano chiese loro: "Che cosa cercate?". E loro: "Maestro, dove dimori?"". È singolare l'insistenza sul "vedere". Già il Battista "fissa lo sguardo" (un osservare attento) su Gesù; poi è Gesù che "osserva" i due che lo seguono (è uno sguardo che scruta) e li invita a andare e a "vedere"; i due "andarono e videro"; e infine Gesù "fissa lo sguardo" su Simone e gli cambia il nome. È un "vedere" intenso, un guardare che scende in profondità, che è attento alle domande di chi si ha davanti, che è teso a legare rapporti diretti, profondi, continuativi: "Venite e vedrete". Essi "andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui". La forza del linguaggio simbolico di Giovanni ci invita a cogliere l'importanza del "vedere" in un mondo in cui la concentrazione su se stessi impedisce di vedere, di accorgersi, di interessarsi degli altri. In questa scena evangelica vediamo come nasce la fraternità cristiana: è una storia che inizia con un incrocio di sguardi che portano all'invito, alla sequela e a stare con Gesù.
Per Andrea e Giovanni, quell'incontro segnò la loro vita. Non lo dimenticarono più, tanto che l'evangelista nota anche l'ora: "Quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio". Non sappiamo i contenuti di quell'incontro. Ma da allora divennero discepoli di Gesù. Iniziò per loro una nuova storia. E altre ne seguirono. I due, lasciato Gesù, andarono da Simone: "Abbiamo trovato il Messia", gli dissero e lo portarono da Gesù. E Gesù, "fissando lo sguardo" su Simone - ancora una volta lo sguardo - gli cambiò il cuore e la vita: "Sarai chiamato Cefa", ossia pietra. Questa storia di incontri e di sguardi è una storia santa. Anche per noi che ne facciamo parte. Questa pagina evangelica ce la fa rivivere. Perché non è chiusa. E tanto meno possiamo lasciarla andare a vuoto. Il Signore ci chiede di moltiplicarla, qui e ovunque andiamo, per i tanti che attendono consolazione e salvezza.