Vigilia del giorno del Signore

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Preghiera per l'unità dei cristiani. Memoria particolare delle comunità cristiane in Africa.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Chiunque vive crede in me
non morrà in eterno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Marco 3,20-21

Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: "È fuori di sé".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Se tu credi, vedrai la gloria di Dio,
dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gesù fa ritorno a Cafarnao, nella casa di Simone. E, subito, come accadeva ogni volta, si raduna una grande folla che preme con insistenza, al punto da impedirgli persino di mangiare. E Gesù si commuove sempre per quella gente. Non smette. Sembra non darsi pace per soccorrere e consolare. È una scena evangelica che scandalizza la pigrizia che tante volte segna la nostra vita. Quante volte ci lasciamo prendere dai nostri ritmi personali, quelli che rispondono alle nostre esigenze, tralasciando completamente di considerare se gli altri hanno bisogno di aiuto! Non dobbiamo essere sempre e solo noi il metro delle nostre giornate e delle nostre preoccupazioni. L'egocentrismo, la concentrazione su di noi vuol dire tradire la missione che Gesù ci ha affidato. Le folle di oggi, i poveri, i malati, i soli sono gli uomini e le donne che Gesù stesso ha affidato alle nostre mani. Di essi siamo responsabili in prima persona. "È fuori di sé" dicono di lui i suoi parenti. Gesù ha conosciuto direttamente queste accuse. Fin dall'infanzia, anche da Maria e Giuseppe, quando, appena dodicenne, si fermò nel tempio a discutere con i dottori. E quando i genitori che lo cercavano preoccupati, lo rimproverarono per questa scelta a loro parere inopportuna, rispose: "Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". I suoi parenti che si erano radunati a Cafarnao, in quel giorno, giungono persino a dire che è "fuori di sé", che è pazzo. E cercano di portarlo via per ricondurlo alla vita normale. Il Vangelo è invece come un fuoco che brucia e che muove. È la forza dell'amore che porta sempre a "uscire" da se stessi, dal proprio piccolo orizzonte per accogliere quello di Dio.