Pasqua di Resurrezione

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Pasqua di Risurrezione.
Memoria di Martin Luther King, ucciso nel 1968 a Memphis negli Stati Uniti. Con lui ricordiamo tutti coloro che hanno fame e sete di giustizia.


Prima Lettura

Dal libro degli Atti 10,34.37-43

Pietro allora prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome".

Salmo responsoriale

Salmo 117 (118)

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.  
 

Seconda Lettura

Dalla lettera di Paolo ai Colossesi 3,1-4

Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Lettura del Vangelo

Alleluia, alleluia, alleluia !

Cristo è risorto dai morti e non muore più !
Egli ci attende in Galilea !

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Giovanni 20,1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Cristo è risorto dai morti e non muore più !
Egli ci attende in Galilea !

Alleluia, alleluia, alleluia !

Omelia

Siamo arrivati alla Pasqua dopo aver seguito Gesù nei suoi ultimi giorni di vita. Il Vangelo di Pasqua parte proprio da questo estremo limite, dalla notte buia. Scrive l'evangelista Giovanni che "era ancora buio" quando Maria di Magdala si recò al sepolcro. Era buio anche dentro il cuore di quella donna. Il buio della tristezza e della paura. Con il cuore triste Maria si recava al sepolcro.
Appena giunta vede che la pietra posta sull'ingresso, una lastra pesante come ogni morte e ogni distacco, è stata ribaltata. Corre subito da Pietro e da Giovanni: "Hanno portato via il Signore!" e aggiunge: "Non sappiamo dove l'hanno posto". La tristezza di Maria per la perdita del Signore, anche solo del suo corpo morto, interroga la nostra freddezza e la nostra dimenticanza di Gesù anche da vivo. Solo con i suoi sentimenti nel cuore è possibile incontrare il Signore risorto. È lei e la sua disperazione a muovere Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava. Essi "corrono" verso il sepolcro vuoto. È una corsa che esprime bene l'ansia di ogni discepolo, di ogni comunità, che cerca il Signore. Anche noi forse dobbiamo riprendere a correre. La Pasqua è anche fretta. Giunse per primo alla tomba il discepolo dell'amore, Giovanni: l'amore fa correre più veloci e fa aspettare la fede di Pietro che lo seguiva. Pietro entrò per primo e osservò un ordine perfetto: le bende stavano al loro posto come svuotate del corpo di Gesù e il sudario "avvolto in un luogo a parte". Non c'era stata né manomissione né trafugamento: Gesù si era come liberato da solo. Non fu necessario per lui sciogliere le bende come per Lazzaro. Anche l'altro discepolo entrò e "vide" la stessa scena: "vide e credette", nota il Vangelo. Si erano trovati davanti ai segni della risurrezione e si lasciarono toccare il cuore.
Fino ad allora infatti - prosegue l'evangelista - "non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti". Questa è spesso la nostra vita: una vita senza risurrezione e senza Pasqua, rassegnata di fronte ai grandi dolori e ai drammi degli uomini. La Pasqua è venuta, il sepolcro si è aperto. Il Signore ha vinto la morte e vive per sempre. Il Vangelo è risurrezione, è rinascita a vita nuova.