Preghiera del tempo di Pasqua

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Memoria di Maria di Cleofa che stava presso la croce del Signore con le altre donne. Preghiera per tutte le donne che, in ogni parte del mondo, con coraggio e nelle difficoltà, seguono il Signore. Ricordo di Dietrich Bonhoeffer ucciso nel 1945 dai nazisti nel lager di Flossenbürg.
In Israele è Yom Hashoàh, il giorno del ricordo della Shoah, in cui si fa memoria dello sterminio del popolo ebraico a opera dei nazisti durante la seconda guerra mondiale.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Cristo è risorto dai morti e non muore più !
Egli ci attende in Galilea !

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Giovanni 21,1-14

Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Gli risposero: "No". Allora egli disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "È il Signore!". Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: "Portate un po' del pesce che avete preso ora". Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: "Venite a mangiare". E nessuno dei discepoli osava domandargli: "Chi sei?", perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Cristo è risorto dai morti e non muore più !
Egli ci attende in Galilea !

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gli Apostoli, che avevano abbandonato le loro reti per diventare pescatori di uomini (Lc 5,10), tornarono ad essere pescatori di pesci. Il ricordo di Gesù forse continuava a legarli almeno un poco. Si ritrovarono in sette per pescare assieme. Nel linguaggio simbolico caro all'evangelista il numero sette è la cifra simbolica dell'universalità. Quel piccolo gruppo è come il seme della Chiesa che si sparge in tutte le nazioni. È come un nuovo inizio. Non a caso l'evangelista indica ciascuno con il nome. Certo, senza Gesù il fallimento della pesca è totale. Senza la luce del Vangelo non ci sono frutti. Ma con Gesù che si avvicina, sorge l'alba di un nuovo giorno. Essi lo vedono ma non lo riconoscono, tanto sono presi dalla loro rassegnazione. Tuttavia, nonostante la stanchezza, obbediscono alle parole di quell'uomo. Forse i tre anni di abitudine ad ascoltare il Vangelo - quanto è importante che l'ascolto diventi una pratica quotidiana! - li spinge a gettare le reti dall'altra parte. L'obbedienza al Vangelo non è mai senza effetto. Ed ecco che la pesca è abbondante, oltre ogni misura. A questo punto riconoscono il Signore. I frutti del Vangelo, i miracoli dell'amore, aprono gli occhi e il cuore di quei sette discepoli. Quel giorno compresero meglio quel che Gesù aveva detto loro in passato: "Senza di me non potete far nulla" (Gv 15,5). Gesù ha già preparato per loro la brace con il fuoco e aspetta il pesce che essi hanno pescato. È il banchetto del Risorto con i suoi. Le parole dell'evangelista richiamano quelle della moltiplicazione dei pani e dell'Eucaristia. E in effetti è proprio la celebrazione della liturgia eucaristica e il pranzo con i poveri che edificano la comunità dei discepoli come il luogo della festa che il Padre che sta nei cieli prepara già sulla terra.