Vigilia del giorno del Signore

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Ricordo di Maria vergine venerata come Nostra Signora di Luján in Argentina. Memoria dei beati martiri di Algeria. Tra di loro ricordiamo padre Christian de Chergé, priore del monastero trappista di Notre Dame de l'Atlas, a Tibhirine in Algeria, rapito e ucciso nel 1996 dai terroristi, assieme a sei suoi confratelli.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Chiunque vive crede in me
non morrà in eterno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Giovanni 15,18-21

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Se tu credi, vedrai la gloria di Dio,
dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gesù, dopo aver parlato dell'intimo rapporto di amore che intercorre tra lui e i discepoli, passa a parlare dell'odio di cui saranno oggetto da parte delle forze del male a motivo del suo nome. C'è una inconciliabilità radicale fra l'amore gratuito, proprio del discepolo di Gesù, e la logica mondana che cerca di accaparrare per sé, di trarre profitto per il proprio tornaconto. Questo non vuol dire che bisogna estraniarsi dalla società nella quale viviamo. Al contrario, siamo chiamati ad essere fermento di amore e di pace tra gli uomini. La Lettera a Diogneto, un antico testo cristiano, scrive che i cristiani sono nel mondo, ma come stranieri alla sua logica individualista; essi abitano la città dell'uomo, ma come pellegrini che camminano verso la città del cielo. Questa contraddizione il mondo non la sopporta. E Gesù avverte i discepoli: "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me". L'odio per i cristiani non è perciò una cosa passeggera. È parte dell'esperienza cristiana proprio perché l'odio è parte della vita soggiogata dal male. Lo comprese bene Ignazio di Antiochia il quale mentre veniva portato prigioniero a Roma, dove avrebbe ricevuto il martirio, scrisse ai romani: "Il cristianesimo non è una questione di forza di persuasione ma di vera grandezza quando è odiato dal mondo". Potremmo dire: l'odio fa parte della vita del mondo, l'amore della vita cristiana. C'è una lotta senza tregua tra l'odio e l'amore. Lo testimonia in maniera alta la lunghissima schiera dei martiri che impreziosisce ventuno secoli di storia cristiana senza interruzione. Gesù è chiaro: "Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi". E aggiunge: "Un servo non è più grande del suo padrone". Il discepolo vivendo l'amore di Gesù rappresenta una contestazione continua al mondo che resta schiavo del principe del male. Per questo il mondo odia i discepoli: non gli appartengono.